Della serie non si finisce mai di imparare...
Solo oggi, dopo aver visto il programma "Sulla via di Damasco" su rai 2 ho appreso che le spoglie della mamma di Santiago si troverebbero in Italia, esattamente a Viroli in provincia di Frosinone.
Pare che secondo "Le numerose leggende nate sul suo conto, come d’altronde anche sui vari altri personaggi evangelici, narrano che dopo l’Ascensione del Signore gli apostoli si misero in viaggio per annunziare il Vangelo agli altri popoli. Salomè, dopo un lungo pellegrinaggio in compagnia di San Biagio e San Demetrio giunse presso Veroli, oggi in provincia di Frosinone. La santa, stanca del viaggio, chiese ospitalità ad un pagano, poi battezzato con il nome Mauro, a poca distanza dalle mura della città. I suoi compagni entrarono invece nella città e subirono il martirio. Salomè rimase a casa di Mauro, lo convertì al cristianesimo e dopo circa sei mesi morì, il 3 luglio di un anno imprecisato.
Con riverenza Mauro raccolse le spoglie per la sepoltura, le racchiuse in una urna di pietra, sulla quale incise le parole: “Hae sunt reliquiae B. Mariae Matris apostolorum Jacobi et Joannis”. Impaurito dall’eventualità di subire anch’egli il martirio per mano pagana, Mauro trovò rifugio nella Grotta di Paterno, ove morì dopo tre giorni. Parecchio tempo dopo alcuni pagani trovarono l’urna contenente le reliquie della santa ed informarono il preside: questi, credendo vi fosse nascosto un tesoro, ordinò di aprirlo, vi trovò i resti della santa, ma senza fare attenzione all’epigrafe ordinò di con disprezzo di gettarli sulla piazza.
Nel frattempo un uomo greco pensò di salvare il prezioso tesoro dopo aver letto l’iscrizione e di notte furtivamente raccolse tutte le ossa, le avvolse in un panno e le portò fuori la Città presso le mura. Quindi sulla pietra e su una carta scrisse le parole: “Maria Mater Joannis Apostoli et Jacobi ene ista”. Infine nascose tutto fuori la città presso una rupe in attesa di portarsi l’urna nella sua patria, dopo che fosse tornato da un viaggio a Roma. Causa imprevisti l’uomo non poté però effettuare il suo progetto ed il corpo fu ritrovato nel 1209 da un certo Tommaso, a cui San Pietro e successivamente Santa Salomè apparvero in sogno e rivelarono la storia e il luogo della sepoltura.
Il ritrovamento avvenne il 25 maggio e “Tre giorni dopo furono presenti sul luogo il Vescovo di Penne, l’abate di Casamari e l’abate di Sant’Anastasia in Roma con alcuni suoi monaci. Mentre i due Vescovi sollevavano in alto le Reliquie per mostrarle alla folla convenuta in numero di quasi cinque mila uomini, da un osso della tibia si vide sgorgare vivo sangue, come non avviene per le ossa aride separate dalle carni da tanti anni. Nel vedere ciò, tutto il Popolo rese grazie a Dio”. La testa e le braccia furono legate in teche di argento e conservate nella tesoreria della cattedrale, mentre le altre ossa furono messe in una piccola urna che venne custodita sotto l’altare del piccolo oratorio che venne edificato sul luogo del ritrovamento. Più tardi si costruì sopra l’oratorio l’attuale basilica. Durante il terremoto del 1350 la chiesa subì gravi danni e le reliquie furono traslocate nella Cattedrale, per tornare di nuovo alla basilica nel 1742."