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Discussione: Maggio in sardegna : alla ricerca di un sogno

  1. #1
    barabba
    Guest

    Maggio in sardegna : alla ricerca di un sogno



    Maggio in sardegna : alla ricerca di un sogno




    Il caso ha voluto che, cercando in internet le novità sui cammini in Italia, lo sguardo cadesse su un sito istituzionale del cammino di santu jacu (Santiago) in sardegna dove ero appena stato con gli amici PPS al raduno autunnale. I ricordi della mia giovinezza con gli amici sardi emigrati sul continente si sono accavallati con l'esperienza sui cammini e sulla sempre crescente presenza di pellegrini sardi.
    Era chiaro che i promotori del sito e dell'associazione puntavano allo sviluppo locale, alla ristrutturazione di chiese ed altri edifici pubblici, ad una rivitalizzazione dell'economia locale tramite finanziamenti pubblici, ma che non avevano una esperienza diretta di cosa significasse un cammino tracciato con strutture fisse di alloggio e di ristorazione, di una rete di connessioni tra paesi, amministrazioni e privati, degli sforzi necessari per fare vivere davvero un cammino che unisse almeno una parte dei comuni con chiese di santu Jacu (37 in sardegna).



    Dopo i primi studi e ricerche personali, un invito é stato rivolto alle persone di buona volontà e disponibilità per cercare di dare forma e sostanza al progetto. Un secondo invito é stato lanciato dopo un inverno particolarmente rigido che impediva le prime verifiche sul terreno. Intanto erano stati contattati amministratori e coordinatori dell'associazione santu jacu che avevano risposto favorevolmente alla nostra inserzione nel progetto con l'obiettivo di dar vita a questo nuovo cammino.




    Si poteva quindi cominciare a fare ipotesi di un tracciato che rispettasse preistoria, protostoria e storia sarda, che tenesse conto della struttura geologica torturata dell'isola, delle differenti stratificazioni culturali che si sono via via sommate dando vita al carattere moderno insulare con i suoi particolarismi culturali, sociali, linguistici, espressi nella bandiera coi quattro mori come simbolo del crogiuolo etnico che si ritrova poi anche negli usi e costumi, anche culinari. In fondo, ci si trovava confrontati a una tale ricchezza che era difficile scegliere...Allora si pose come base l'unire con questo cammino almeno i 9 comuni della fondazione santu jacu.




    Si opto' per un comitato ristretto di persone disponibili ad andare a verificare sul terreno le ipotesi di tracciato e di fare le dovute modifiche alla ipotesi base, perché il lavoro stava diventando enorme come archivi e verifiche del materiale. Questa cosa é durata due mesi con grossi sacrifici di chi doveva rinunciare a vita privata ed altro per fare si' che questo "sogno" di cammino prendesse forma. Non li ringraziero' mai abbastanza. Senza questi complici, non avremmo potuto fare quello che adesso stiamo facendo.



    Approfittando del maggio, che si pensava sufficientemente caldo per camminare tranquilli e campeggiare, abbiamo lanciato l'invito a chi voleva venire con noi a camminare per verificare l'ultima ipotesi di cammino e la più probabile. Qualcuno si é spaventato per il fatto di dover andare senza frecce, altri non avevano ferie...
    Alla fine, le cose sono andate meglio del previsto perché siamo stati obbligati ad attivarci di più, noi apripista, ed ad aprirci al massimo a quei contatti che trovavamo sul posto, che fossero amministratori pubblici, camminatori (Zigheddu, 72 anni, profondo conoscitore del territorio), esperti d'arte e pellegrini di Santiago (Simonetta), cacciatori, pastori, guardie forestali, ragazze delle proloco, ristoratori/trici spersi nel profondo del territorio, guide locali, gente semplice in posti sperduti che non sapeva magari leggere una cartina, ma che ti dava tutto l'aiuto possibile ed anche di più...



    Giornate di freddo invernale con pioggia e vento hanno guastato gli inizi fino al 20 maggio, alcune promesse sono andate disattese, ma abbiamo continuato ad andare avanti... Poi il bel tempo é esploso, scottando nasi ed orecchie, quando già si era nel centro montagnoso della Sardegna, nei parchi forestali e nelle vallate dove la fienagione ritardata si stava svolgendo, sui sentieri che dal nord dopo Ittireddu ci stavano portando giù verso il mare. Si era iniziato con il mare del sud dal Sulcis verso Cagliari e si finiva nella zona turistica del Nord-est nel golfo di Orosei. Quel caldo sole e quei paesaggi che fanno di questo cammino un misto di Primitivo, Plata, Francigena in Toscana, Norte Costa e Meseta e che forse faranno preferire cammini di mezza stagione od invernali, piuttosto che estivi.





    Alcuni buchi neri del tracciato ancora sussistono e saranno risolti via via con le forze attualmente disponibili sul terreno e l'autunno sarà l'occasione per ripercorrere da soli od in gruppo il cammino per finalizzarlo e segnalarlo nelle due direzioni.
    Per adesso abbiamo compiuto il primo passo pratico, siamo riusciti a dimostrare che si poteva e si puo' fare, anche se si puo' ancora migliorare, a dargli una connotazione insulare, ma anche continentale, coinvolgendo referenti ed amici del cammino, dei cammini, che é possibile sviluppare la parte cammino, ma anche quella sociale, in una terra logorata dalla disoccupazione, ma ricca di cultura e paesaggi.




    Il nostro progetto ha un respiro triennale e solo la percorrenza, l'andare, definirà davvero come si fruisce del tracciato e come potrà cambiare a seconda delle varie esperienze.







    Cosi' siamo stati e saremo aperti alla collaborazione di tutti i camminatori e pellegrini che vorranno raccontarci la loro esperienza a piedi, in bici, con asinelli e cavalli sul cammino di santu jacu. Ci abbiamo messo del nostro, anche finanziariamente; abbiamo rinunciato a cose personali, ci siamo esposti al rischio di non riuscire, ma adesso sappiamo che si puo' fare, che il sogno sta diventando realtà e che nessuno potrà togliercelo. Anche gli spinosi fichi d'india fioriscono....






    Piero l'esploratore, che appena gliene davi il tempo o l'occasione, correva da un paese all'altro per verificare il possibile tracciato, la solerte Romina con la sua macchina fotografica e le inquadrature da regista in erba, che supera le sue "paure" : ma dove andiamo a dormire adesso? , prima vittima del cammino con ferita da scivolata (un monumento é subito stato eretto...), Paolo sempre preciso e disponibile, che ci trova le cartine gratis al 25000 e comincia a studiare il dopo, guidandoci nei monti del Sulcis dove ci siamo persi, Gabri che passa i suoi weekend d'affetto a perdersi per strade sconosciute alla ricerca del miglior passaggio, Caterina dall'aria triste che comincia a sorridere all'idea di quello che si puo' combinare e che coinvolge Peppino, il fratello e la moglie, Denise con Chiara che offrono sostegno, conforto, ospitalità e consigli pratici e fanno già piani per il futuro, Patrizia che dopo un momento di latitanza, viene per capire e dare il suo aiuto, malgrado tutti i suoi problemi, Gianfranca ospitale pur nel suo dolore, Riccardo che sente subito il progetto e si offre di aiutarci, Luciano Callegari che offre sostegno ed aiuto nello sviluppo attuale e futuro della cosa, Antonigiu che nelle sue molteplici attività troverà infine il tempo di vederci e chiarire le cose offrendo il suo aiuto nello sviluppo del progetto sociale, le amiche vecchie e nuove Sylvie, Silvana, Gisella, Desire, Cinzia, Paola, Elena, che prima, durante e poi ci hanno spinto, incitato e sostenuto, gli amici Luciano, Stefano, Riccardo, Doc, Nazario, che solo la mancanza di tempo ha privato di questa prima esperienza, ma che saranno tra i primi a percorrere questo sogno diventato realtà, e tutti gli altri e le altre (non me ne vogliano, non posso citare tutte/i) che ci hanno incoraggiato. Prossimo appuntamento: Mandas il 23-24-25 luglio. Ciao, flavio



  2. #2
    Senior Member L'avatar di Romina
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    Maggio 2010, un pellegrino francese sbarca sulle coste della Sardegna dopo ore e ore di traversata.
    Si fa chiamare in uno strano modo...barabba o barabbà in francese!

    Con alcuni complici vuole tracciare un percorso che unisce i nove paesi sardi che hanno come santo patrono San Giacomo.

    I COMPLICI



    Solo di una complice non ho la foto ma questa la rappresenta bene
    Luceverde aahahahahaha
    Il francese inizia la perlustrazione con non poche difficoltà, fino a dover spietrare una montagna onde evitare di dover abbandonare la macchina del suo complice, "il tonarese", in mezzo alla montagna.

    ....CONTINUA...

  3. #3
    barabba
    Guest
    carino! e rimette a posto tante pretese storie di "entrismo" ...del dopo che gli altri hanno faticato e stanno faticando giorno dopo giorno, notte dopo notte...merci Rominà

  4. #4
    Junior Member L'avatar di luceverde
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    romyyyyyyy tu sei un talento ...sei un genio dei reportage ....aspetto il continuo ...mi piace la mia foto ..una volta tanto sono presa bene...smakkkkk

  5. #5
    Senior Member L'avatar di Romina
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    ...SEGUE...
    Ma ben presto i complici aumentano, sono le persone che ci offrono aiuto entusiasti del progetto:

    ...persone incontrate per caso e altri come Simonetta contattata da noi perché esperta del culto di Santu Jacu in Sardegna che ci ha da subito manifestato la sua piena disponibilità e gioia di aiutarci.
    ...e altri come Stefy e Roberto che in sella della loro bici ci hanno seguiti per sentieri sconosciuti!
    ...Riccardo...

    ...Syl, Sil e Cate...
    ...da ultimo, cronologicamente parlando, Franco, un amante della sua terra, un ragazzo di Teulada che appena ha sentito parlare del nostro progetto ci ha offerto il suo sostegno incondizionato accompagnadoci di sabato a percorrere un tratto che noi non riuscivamo ad identificare.

    ....e la nostra perlustrazione è proseguita anche questo fine settimana.
    Un fine settimana importante che mi è servito a capire che il Camino di Santu Jacu è già un cammino ancor prima di avere le sue frecce...
    Con Paolo e Stefy siamo andati alla ricerca di sentieri nella zona di Teulada. Ci siamo persi in montagna e nel frattempo si è fatta notte. Eravamo piuttosto preoccupati. L'unica possibilità per ritrovare la strada era tornare indietro ripercorrendo la stessa, una strada piena di bucche. Ma abbiamo optato per aprire uno di quei cancelli che anche in Spagna servono ad evitare che gli animali escano dal pascolo. Abbiamo preso questa strada e verso le 11 di notte abbiamo finalmente trovato un piccolo paese. All'ingresso due nonnini di oltre 80 anni ci hanno chiesto di entrare in casa loro e ci hanno offerto da bere. La nonnina, è stata operata qualche anno fa alla testa e sa dire solo una parola "nonnosu". Ripetendo questa parola con tante intonazioni diverse, a volte sorridendo, a volte arrabbiandosi il marito la capiva perfettamente. E ridevano insieme. Una meraviglia. Ma perchè se loro riescono a capirsi comunicando con una sola parola "nonnosu" noi spesso ne sprechiamo tante senza capirci?
    Il cammino di Santu Jacu già regala le sue lezioni e io sono sempre più entusiasta.
    Ringrazio anche tutti quelli che ci stanno vicini, Nazario, Stefano, Dona, Nena, Doc. Gix, Ezio, Pellegrinoannomille, Dany...

  6. #6
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    Ehh, cara Romy, quanto invidio le vostre perlustrazioni pro-cammino! Mi vien proprio da dire: peccato non abitare in sardegna!

    Stefano

  7. #7
    Senior Member L'avatar di Nena
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    Grazie Romy di averci resi artecipi di questa piccola ma preziosa esperienza... i miracoli del cammino cominciano a manifestarsi anche qui! Io credo che alla base del "capirsi" ci sia la ferma VOLONTA' di capirsi e di NON nascondersi nulla ... quando questa base manca non sono sufficienti tutte le parole di un intero dizionario....
    Un bacione, a prestissimo!

    Nena

  8. #8
    Senior Member L'avatar di Nazario
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    Spesso senza rendercene conto corrediamo con varietà di linguaggio quanto esprimiamo o quanto scriviamo trascurando di comunicare attraverso la semplicità ... vera passe par tout per raggiungere ogni mente ... anche quella più complessa ... per raggiungere ogni cuore ... anche quello più arido
    La semplicità è un talento che alberga nel nostro animo ... magari tenuta in un cantuccio insieme alle nostre paranoie ... alle nostre paure ... alle nostre convinzioni ... alle nostre certezze
    Dovremo fortemente volerla presente nel nostro quotidiano riconoscendole il posto che merita per vedere degli immediati cambiamenti nella nostra vita
    E' vero Nena ci vuole volontà per capirsi ... ci vuole disponibilità all'ascolto ... così facendo anche quando tutto ci appare cupo ... quasi per incanto ... ne sono certo ... il nostro prossimo tornerà ad essere un pochino più prossimo

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