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Discussione: Fiori blu lungo la strada

  1. #1
    Senior Member L'avatar di Romina
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    Fiori blu lungo la strada



    "Fiori blu lungo la strada" di Alfonso Cappa è un libro che parla del viaggio dell'autore verso Santiago.
    Lo sto leggendo in questi giorni. Vorrei poter dare un giudizio oggettivo ma mi viene difficile perchè in questo libro mi ci ritrovo molto.
    Alfonso descrive, come io non saprei fare, quella moltitudine di sensazioni, illusioni, sentimenti, speranze, gioie, che il Cammino ti dona giorno per giorno, passo dopo passo.



    Lo trovo molto leggibile, scritto bene e con molti spunti per profonde riflessioni.
    Ve lo consiglio!

  2. #2
    Non Registrato
    Guest

    Fiori blu lungo la strada

    Grazie Romina per le belle parole. Nessuna maggiore soddisfazione, per uno scrittore, che trovare un' anima che risuoni come uno strumento musicale ben fatto, ed entri in consonanza con le sue parole. Tu sei stata davvero uno strumento musicale di alta qualità.
    Il libro, a mio avviso, è davvero il modo più discreto e profondo per entrare in sintonia (quando ci si riesce) con altre persone. Sta li, zitto, zitto, non chiede neppure di essere aperto, lo puoi interrompere quando vuoi, puoi riprenderlo da capo, leggerlo saltando qua e là, ecc. ("Come un romanzo" di Pennac racconta queste cose in maniera mirabile). Un libro non fa rumore, tiene poco posto, non richiede energie extraumane per "funzionare". Che cosa vogliamo di più?
    Questo libro per me è stato un importante punto di arrivo. Ci ho messo un bel pò a scriverlo. All'inizio volevo soltanto raccogliere e riordinare gli appunti che avevo preso lungo il viaggio, per un uso strettamente personale. Poi, man mano che scrivevo (scrivevo soltanto quando avevo tempo, e ne avevo poco), mi accorsi che il materiale aumentava sempre di più, che i ricordi e le storie che uscivano dalla mia memoria erano davvero tanti.
    Così mi sono detto: "perchè non farne un vero e proprio libro?"
    Ho terminato di "buttare giù" la prima versione circa nell'atunno duemila e sette. L'ho riletta. Non mi piaceva per nulla: era disarmonica, ridondante in certe parti e scarna in altre. La sintassi faceva acqua. Il ritmo non era quello che volevo (volevo di riprodurre il ritmo dei miei pass, con le parole, con il loro suono, il loro ritmo). C'erano un sacco di ripetizioni e alcuni argomenti importanti, invece, non erano stati affrontati per nulla o lo erano stati insufficientemente.
    A questo punto, ho riscritto tutto da capo, lavorando su quel materiale grezzo. Ci ho lavorato quasi tutti i giorni (domeniche comprese), da Natale 2007 ad aprile 2008 circa. In questa fase ho davvero fatto lo scrittore: quattro, cinque, sei ore al giorno a scrivere. Alla fine ero abbastanza soddisfatto. Il libro stava prendendo (come un vaso) la forma che gli volevo dare. Ma era scritto al passato, come se si trattasse di ricordi. Io ero li, che scrivevo e ricordavo. I fatti erano lontani, i passi non facevano rumore. Così ho deciso di riscriverlo nuovamente tutto e questa volta al presente. Era nato per essere un vero e proprio diario, e non un libro di memorie.
    In questa fase, il modello letterario a cui ho fatto riferimento, è stato "Sentieri di ghiaccio" di Werner Herzog. Per me è il "diario perfetto" (ne parlo anche nel mio libro, dove ha una funzione narrativa importante).
    A questo punto ero quasi alla fine. Ho letto e riletto decine di volte il manoscritto, e alcune volte in una sola sessione (è l'unico modo per capire se una narrazione "funziona", se è venuta come te l' eri immaginata). Ok, mi sono detto. Ora ci sono.
    Poi sono passati i soliti frustranti anni in cui invii il manoscritto alle case editrici. Ricevi dapprima nessuna risposta, poi risposte negative, poi proposte di pubblicazione a prezzi da strozzinaggio... ma quando decidi di pubblicare un libro, se non ti fermi un istante prima, è fatta: ti sei condannato da solo. Da quel momento lo devi pubblicare a tutti i costi: è una questione di vita o di morte.
    Così, a forza di fare, e con una pazienza da certosino (proprio io, che sono un impaziente nato!) sono riuscito finalmente a pubblicare "Fiori blu" con una casa editrice di Cuneo (Primalpe).
    A questo punto, c'era ancora tutto il lavoro di editing e di correzione bozze da fare, ma la strada era in discesa. Il titolo lo avevo scelto sin dall'inizio. " Fiori blu": i fiori della cicoria. E "lungo la strada": dove questi fiori prosperano. I fiori del Camino, insomma. La copertina me l'avrebbe potuta realizzare soltanto il mio grande amico Gianni Gallo, il più grande disegnatore che conosca, un vero artista: un artista tiranno e buonissimo, come lo sono spesso gli artisti A metà giugno 2010 è uscito il libro. A settembre mi sono incontrato a Firenze con il mio amico Petter, che avevo conosciuto sul Camino e che è anche uno dei personaggi chiave del racconto. Gli ho regalato una copia del libro: For Petter, the best friend of the Camino.
    Il cerchio si era chiuso. Una fase delle mia vita era giunta al termine. E se ne poteva aprire un'altra.

    Grazie per la pazienza di avermi letto. Spero che il resto sia all'altezza di questo prologo.

    Alfonso

  3. #3
    Junior Member
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    Jan 2011
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    6
    Leggo sempre molto volentieri di cammini.
    Dove lo posso trovare???

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