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Discussione: Pasqua nel Cammino Aragonese!!!

  1. #1
    Senior Member L'avatar di Romina
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    Pasqua nel Cammino Aragonese!!!



    24/4/2011
    Oggi è il giorno di Pasqua.
    Iniziamo la giornata con una buonissima colazione preparataci dall’hospitalero del rifugio di Lourdes e poi, per non perdere le abitudini della vita quotidiana, di corsa alla stazione a prendere il treno per Pau che parte alle 7 e 30 circa.
    Da qui altro treno per Oloron St. Marie e poi bus per Somport.
    Dopo quasi 4 ore di viaggio arriviamo a Somport, il nostro punto di partenza per questo nuovo cammino.
    Il paesaggio che ci si presenta è bellissimo. I Pirenei innevati poco distanti, tanto verde, aria fresca.
    L’albergue è aperto e stento a credere ai miei occhi….c’è una pellegrina!!!
    E’ da qualche anno che con Paolo facciamo cammini poco frequentati e se vediamo pellegrini siamo noi riflessi sul vetro di una vetrina o in uno specchio.
    E’ una pellegrina francese che però termina per ora il suo cammino a Somport.
    Facciamo due acquisti nel bar/tienda dell’albergue e poi iniziamo la nostra prima tappa senza credenziale. Nell’albergue non ne hanno. Ci facciamo mettere il timbro su un foglio di carta e partiamo.
    Si inizia con una discesa, passiamo affianco ai ruderi di un vecchio hospital per pellegrini vicino al quale un piccolo mojon ci indica che mancano solo 857 km a Santiago.
    Proseguiamo verso Canfran Estacion incontrando nel tragitto diversi vecchi fortini nei quali non possiamo privarci di entrare.
    Canfranc Estacion è una meraviglia. Io adoro i ruderi e Canfranc Estacion è il paradiso dei ruderi.
    Treni abbandonati, un capannone enorme con dentro diversi vagoni ancora “arredati” anche se tutto è distrutto, la stazione bella, imponente e lussuosa che ti trascina col pensiero al suo periodo più florido, prima di essere chiusa, quando in questa stazione vi era il passaggio dei treni che dalla Germania trasportavano i lingotti d’oro e altri materiali generalmente sottratti agli ebrei e che venivano utilizzati come merce di scambio con materiali prodotti in Spagna utili per l’industria bellica.
    Dopo qualche foto ci avviamo verso il paesino appena fuori dalla stazione dove il prete della chiesa ci da finalmente la nostra credenziale e il nostro primo timbro ufficiale.
    Ripartiamo verso Canfranc, una volta arrivati ci fermiamo in un bar a mangiare qualcosa e ripartiamo per Villanua dove decidiamo di fermarci per la notte.
    Ci sistemiamo in un hostal dopo soli 15 km.
    La camera è piena come un uovo. In 4 mq ci sono 6 letti a castello tutti attaccati e dal letto alle pareti lo spazio maggiore e di 50 cm. Per chi soffre di claustrofobia non è l’ideale.
    Ci consoliamo mangiandoci il nostro meritato uovo di Pasqua super mignon e dopo aver fatto un giro nel paese andiamo a cena nel ristorante dell’hostal.
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  2. #2
    Senior Member L'avatar di Romina
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    25/4/2011
    Oggi è il giorno di Pasquetta…almeno in Italia.
    In Spagna pare che il lunedì di Pasqua sia festeggiato solo in alcune zone. In Aragona no, infatti troviamo tutto aperto anche per fare una buona colazione prima di partire.
    Il percorso si snoda in bei sentieri di montagna, è tutto molto verde, con dei ruscelli che di tanto in tanto attraversano la strada e il rumore del fiume che ci accompagna.
    Anche oggi è una bella giornata. Nonostante le previsioni che presagivano tanta pioggia per ora è andata bene.
    Arriviamo a Castiello de Jaca verso le 9. E’ un paesino molto carino, facciamo qualche foto e ripartiamo.
    Dopo soli 8 km arriviamo a Jaca. Jaca è una città vera e propria ci facciamo mettere il timbro nella biglietteria della ciudadela, una zona fortificata della città e poi ripartiamo dopo aver comprato qualcosa da mangiare per il pranzo.
    Pranziamo in una zona picnic molto carina. Di solito queste aree le incontri sempre nei momenti sbagliati, o quando hai già pranzato o quando manca ancora tanto alla pausa.
    Questa volta ci è andata bene.
    Dopo pranzo ci aspettano 14 km fino a Santa Cilia de Jaca, la nostra meta di oggi.
    Il tempo passa velocemente e arriviamo a Santa Cilia senza nessun contratempo.
    Il cammino è segnato veramente benissimo, c’è fresco e la mia mente si rilassa ed è libera di vagare.
    Arrivati a Santa Cilia prendiamo posto nell’Albergue dove ci riceve un hospitalero con una maglietta che mi colpisce subito per la sua scritta I LOVE ROME…
    Facciamo la doccia e prendiamo accordi per la cena che l’hospitalero preparerà per noi ed altri 3 pellegrini. Menu: spaghetti al sugo, carne con patate fritte e uovo e uno yogurth come dolce a “soli” 10 euro.
    Andiamo a fare un giro per il paesino e poi torniamo per la cena.
    Gli spaghetti hanno un aspetto preoccupante. Ho infilato la forchetta e si sono sollevati tutti insieme in un blocco unico. Ho iniziato a lavorarci su con la forchetta e finalmente hanno assunto un aspetto commestibile. Alla fine non erano male.
    In questo albergue ci sono due stanze una per gli uomini e una per le donne. Io sono l’unica donna e Paolo può dormire nella mia stessa stanza.
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  3. #3
    Senior Member L'avatar di Romina
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    26/4/2011
    Sveglia alle 6,30.
    Anche oggi è una bellissima giornata ancor più perché iniziata con un augurio di buon cammino da parte del un mio grande amico Nazario.
    Facciamo colazione nell’albergue a base di latte, magdalenas e croissant.
    Parto con il giubbotto perché fa piuttosto fresco.
    E si, lo devo ammettere, non ho ascoltato le mie amiche che mi hanno consigliato di portarmi solo due pile. Ma io mi conosco: sotto i 35 gradi ho freddo.
    Nel tratto verso Puente la Reina de Jaca d’improvviso ci appare una grande distesa di “omini”, ossia delle pietre piatte che i pellegrini che passano mettono una sopra l’altra dalla più grande alla più piccola come a confermarti che sei sulla giusta strada. Io non so perché ma mi fa pensare ad un cimitero.
    Passiamo per Puente la Reina de Jaca dove nel mini market del distributore compriamo qualcosa per pranzo e partiamo verso Arres. Poco prima di arrivare al paesino uno spettacolare volo di grandi uccelli ci fa rimanere a bocca aperta.
    Sono almeno una cinquantina, con delle grandi ali, che volano sopra di noi. Facciamo mille foto e un filmino e poi ripartiamo.

    Nell’albergue di Arres ci facciamo mettere il timbro e ripartiamo subito.
    Ci aspettano altri 18 km nei quali non incontreremo nessun paese.
    Il paesaggio è molto vario, si passa dal verde intenso, a delle grandi zone dove prevale il grigio di strane formazioni rocciose, di tanto in tanto appare il fiume Aragon o delle immense coltivazioni.
    Ci fermiamo a pranzare sull’argine del rio e dopo aver fatto qualche foto ripartiamo.
    Oggi si dorme ad Artiera che ci accoglie con delle grandi scritte.
    Inizialmente non capisco. Sull'asfalto si legge YESANO. Vorrà dire SI o No???
    Ma presto tutto è più chiaro.
    Troviamo dei grandi cumuli di pietre azzurre e dei cartelli che spiegano il significato di queste grandi scritte: YESA NO! Le pietre sono state dipinte, se non ho capito male, come simbolo della protesta contro il progetto del governo di ampliare l’embalse già esistente poco distante, ed alcuni cartelli invitano i pellegrini a prendere una di queste pietre e di portarla fino a Santiago. Questo ampliamento comporterebbe la cancellazione di un grande tratto di cammino. Sarebbe veramente un gran peccato.
    Arrivati ad Artiera prendiamo posto nell’albergue. E’ piuttosto carino e pulito e cosa più importante E’ PIENO DI PELLEGRINI.
    Finalmente una bella cena comunitaria preparataci dall’hospitalera. Tutto veramente buonissimo e con la compagnia di 7 pellegrini spagnoli, di cui 3 donne, molto simpatiche e cosa non poco importante di un'età non appettibile per il mio fidanzato. (brutta bestia la gelosia )
    Una delle pellegrina viaggia con un conta passi che conteggia anche le calorie. Ci comunica che in 20 km circa ha bruciato più di 1000 kalorie e questa notizia è decisiva per una decisione importante: POSTRE SI!!!!
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  4. #4
    Junior Member L'avatar di Alex Damiani
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    Red face

    Ecco alcune foto che abbiamo fatto nel cammino aragonese...spero vi piacciano!
    http://www.suicammini.com/Gallery/Camino.Aragones/
    Ciao

  5. #5
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    Cool :-D


    Davvero belle .... e che voglia di fare due passi da quelle parti, ma devo attendere molto tempo ...... grazie per il diario ..... a presto spero
    dany betto very

  6. #6
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    27/4/2011
    Le costanti di questo cammino sono la sveglia alle 6 e 30 e il percorrere ogni giorno 30 km.
    Oggi non abbiamo fatto colazione nell’albergue perché il servizio bar inizia alle 8 ed è troppo tardi.
    Ci incamminiamo quando il sole inizia ad apparire dietro le montagne, c’è freddino ma anche oggi è una bellissima giornata.
    Ci dirigiamo verso Ruesta, un paese totalmente abbandonato a seguito della costruzione dell’embalse Yesa.
    Da lontano si vede il castello, all’ingresso sulla sinistra c’è l’albergue dove facciamo colazione e tutto intorno ruderi. Un vero e proprio paese fantasma. Purtroppo per noi però è quasi tutto recintato e non possiamo addentrarci nelle viuzze a spiare fra le costruzioni abbandonate.
    Dopo la colazione ripartiamo ma non da soli.
    I due cani del gestore dell’albergue iniziano a venirci appresso per oltre un km finchè il proprietario non ci ha raggiunti per riprenderli. Era molto divertente. Se ci fermavamo si fermavano anche loro e ci camminavano sempre un metro avanti come per indicarci la strada.
    Da qui il percorso è in forte salita e dopo 11 km, introdotti da un tratto di strada romana, arriviamo a Unduès de Lerda dove ci fermiamo a pranzare in un bar/ristorante dove fanno il menu del giorno ma anche panini.
    Al momento dell’ordinazione sentiamo un rumore di bacchette e poco dopo entra nel bar una pellegrina. Una ragazza di circa 27 anni, capelli lunghi, spagnola…gambe sottili, cuscinetti di adipe sulle cosce, sedere grande, i solchi della brufolosità adolescenziale sul viso…lo ammetto le ho fatto la radiografia ma dopottutto io devo difendere la mia posizione. Quanto rimpiango le amiche attempate della cena di ieri!!!!
    Mi consolo con un bel bocadillo con tortilla mentre Paolo prende un menu. Gli hanno preparato un piatto di cardi stufati come primo. Non li avevamo mai mangiati.
    Dopo qualche foto nel paese molto carino ripartiamo per Sanguesa mentre la mia “nemica” è già ripartita.
    Anche oggi il paesaggio è molto bello, sempre vario.
    Arriviamo a Sanguesa verso le 17 e prendiamo posto nell’albergue, per dire il vero non molto carino, anche oggi già quasi al completo.
    Dopo la doccia e dopo aver pagato 7 euro all’hospitalero siamo andati a fare un giro per questa piccola cittadina. Visitiamo una mostra di quadri, la chiesa di Santiago, la chiesta di Santa Maria e si è fatta ora di cena. Due menu e poi nanna.Allegato 414
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  7. #7
    Senior Member L'avatar di Romina
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    28/4/2011
    Sveglia alle 6,30, colazione nell’unico bar aperto e poi partenza in salita verso Rocaforte.
    Dal basso pare un paese molto carino, passiamo il poligono industriale e poi ci addentriamo in forte salita nel piccolo paesino. Nella parte più alta si trova la chiesa che però è chiusa. La tappa prosegue in salita per diversi km.
    Il prossimo paese è Izco che dista circa 18 km dal nostro punto di partenza.
    Camminiamo con un passo tranquillo, c’è fresco e non sentiamo l’impellenza di arrivare.
    Qualche km prima di Izco ci superano tre signori che camminano a passo molto sostenuto. Con Paolo iniziamo subito a fare le nostre ipotesi: vengono dal paese che stiamo per raggiungere, c’è una gara, vengono da Sanguesa….
    La nostra curiosità è tristemente presto appagata.
    Arrivati ad Izco ci fermiamo nel bar a mangiare qualcosa. I tre signori sono seduti al sole a riposare. Qualche minuto e arrivano altre 3 persone, che li conoscono, poi altre 4, altre 5, e così via fino ad arrivare a circa una trentina di persone chiassose che si urlano a vicenda CAMPEON!!!! Si siedono tutti insieme, ordinano da bere e da mangiare e mentre matura in me l’idea che siano i partecipanti ad una gara sento una frase che mi colpisce come una fucilata: VAMOS A SELLAR LA CREDENCIAL. Noooooooooooooooooooooooooooooooooooooo sono turigrinos.
    L’albergue di Monreal che dista da Izco circa 8 km ha solo 20 posti letto e visto che loro arriveranno prima di noi occuperanno tutto e noi dovremmo trovare altro alloggio. Per rassicurarmi mi avvicino ad uno di loro e chiedo se andranno tutti a dormire in albergue. Mi rispondono che sono circa una quarantina e qualcuno andrà a dormire in albergue e altri in hotel. La cosa mi rincuora un po’.
    I primi iniziano a ripartire seguiti da tutti gli altri, ripartiamo anche noi.
    Il paesaggio è bellissimo, fiori colorati, coltivazioni verdissime alternate con campi pieni di graziosissimi fiori gialli e mentre gioisco perché il peso del mio zaino mi rallenta abbastanza per poter godere di questo spettacolo arriviamo a Monreal. Nell’albergue ci sono ancora 4 o cinque posti. Doccia, lavatrice e un giro per il paese. Riposiamo in un parco molto carino dove non mi privo di fare una bella dondolata sull’altalena. Ceniamo nella casa parrocchiale, la stessa dove cenano i turigrinos chiassosi come non mai.
    La cena è molto sostanziosa, ma ormai il mio orecchio non è più abituato a tanto rumore e non vedo l’ora di lasciare la sala da pranzo.
    Torniamo in albergue e provo a convincere Paolo a farmi un massaggio. Riesco a convincerlo ma a duro prezzo: poi io dovrò fare un massaggio a lui, per un tempo equivalente, saggiamente misurato con il cronometro. Sono finiti i bei tempi nei quali mi faceva i massaggi per conquistarmi!!!
    Nell’albergue i letti sono a castello ma di quelli antipatici. Sono quelli molto bassi nei quali per chi sta sotto è difficile stare seduto comodamente. Quindi opta per un massaggio da sdraiato mentre io sto seduta sulla sedia. Io mi oppongo vivamente a questa soluzione che lo porterà inesorabilmente ad addormentarsi dopo i primi minuti di massaggio...
    Arrivano in albergue anche i turigrinos, fortunatamente abbastanza rispettosi. Si cambiano e si mettono a letto per iniziare il concerto di roncadores.
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  8. #8
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    29/4/2011
    Ultima tappa.
    Sveglia alle 6,00. Oggi ci siamo svegliati un po’ prima perché abbiamo un appuntamento a Puente la Reina con il bus che ci porterà a Pamplona.
    Colazione in albergue con biscotti e latte e partenza.
    Oggi il profilo della tappa è un po’ particolare. Preannuncia tante salite e discese…e in effetti non mente.
    Il percorso è un susseguirsi di continue salite e discese che rendono ancor più difficile questa tappa già appesantita dal cattivo umore per essere l’ultima.
    Anche oggi il bel tempo ci sostiene ma anche se non ha piovuto l’erba bagnata dalla notte mi bagna completamente gli scarponi che mi fanno capire che anche per loro è giunta l’ultima tappa: ho le calze completamente bagnate. Ci fermiamo a Tiebas per fare la II colazione e mi cambio i calzini. Ci raggiungono due pellegrine cinesi che stanno facendo il cammino con il marito di una delle due. Sembrano molto affaticate e una delle due, che ha una vescica gigante nel piede, cammina con evidente sofferenza. Ripartiamo mentre sorseggiano il loro cappuccino.
    Percorriamo altri 5 km e ci fermiamo per una pausa ad Olcoz da dove avvistiamo dall’alto l’arrivo dei turigrinos che a passo da maratoneti si avvicinano.
    Aspettiamo che arrivino e che superino il paese e ripartiamo.
    Dopo qualche minuto poco distanti da noi ne arrivano altri e li la mia vena competitiva esplode…non voglio che mi superino….questa volta arrivo prima io. Acceleriamo il passo e in 50 minuti percorriamo i 5 km che ci separavano dal nostro meritato pranzo a Enèriz.
    Circa una trentina di turigrinos sono nella piazza a riposare e ad aspettare gli altri rimasti indietro e per fortuna non si sono accorti del ristorantino poco distante aperto che per fortuna si è salvato e ci ha salvato da un’orda chiassosa.
    Dopo pranzo partenza per Puente la Reina.
    Mi emoziona l’idea di vedere Eunate, una chiesa templare, della quale ho sentito parlare tante volte da amici pellegrini. Appare in una spianata quasi all’improvviso. E’ bellissima…ma chiusa.
    Per fortuna però l’albergue che si trova nel piazzale della chiesa è aperto e un efficientissimo e gentilissimo hospitalero che da diversi anni gestisce l’albergue con la moglie ci apre la chiesa per farcela visitare nonostante non sia l’ora di apertura.
    Ripartiamo dopo aver fatto tantissime foto.
    Puente la Reina dista da qui meno di 5 km che percorriamo abbastanza agevolmente accompagnati dai pellegrini del cammino francese che decidono di fare la deviazione per vedere Eunate.
    Arrivati a Puente la Reina, dopo aver messo il sello nell’albergue ci dirigiamo verso la fermata del bus poco distante dal ponte storico che da nome al paese…e qui mi fermo, non lo attraverso per non infrangere un sogno, quello di attraversarlo questa estate con una mia grande e preziosa amica…
    Andiamo alla fermata del bus e mentre mi godo il mio negriton, un gelato algida buonissimo che ho trovato solo in Spagna, passa un signore in macchina che ci chiede se vogliamo un passaggio per Pamplona. Non ci pare vero, accettiamo e godiamo di una piacevole chiacchierata nel quarto d’ora di viaggio che ci separa da Pamplona.
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