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Discussione: fare l'hospitalero

  1. #1
    barabba
    Guest

    fare l'hospitalero



    Qualche notizia su come e dove chiedere di fare l'hospitalero.
    Ogni anno persone di tutte le età e nazionalità chiedono e cercano un posto per poter fare gli hospitaleri. Finiti i tempi antichi dei camminanti vagabondi sui cammini che cercavano di installarsi in un rifugio per sopravvivere, vennero i tempi di chi aveva capito che la cosa poteva essere redditizia ed aprirono rifugi parrocchiali, privati, pubblici ed associativi che impiegavano nel pieno della stagione, da Pasqua ad Ognissanti, gente disponibile e volontaria.
    Insieme alle Associazioni locali di amici del cammino, in Spagna nacque anche la Federazione delle Associazioni con sede in Logroño (la Rioja) in rua vieja 3, cento metri a dx dopo l'albergue municipale, aperti al mattino, (0034)941245674 hosvol@caminosantiago.org per gestire con gli hospitaleri volontari (hosvol) degli albergues a donativo di vario tipo sui cammini. Ha funzionato per un po' abbastanza bene, pero' sottofondi dogmatici religiosi (Opus dei) ed interessi particolari hanno di molto ridotto la sua influenza ed il numero di albergues, anche se continua ad organizzare dei "cursillos per hospitaleros" ogni anno. In pratica, se si parla un poco di spagnolo, basta chiedere la scheda di candidatura, mandarla per mail e chiedere una destinazione nel periodo scelto. La prima volta ti mandano come "hospitalero de apoyo" e dopo tre anni, normalmente, come "hospitalero veterano" hai priorità nella scelta della destinazione, anche se le cose sono sempre un poco incasinate...la responsabile nazionale attuale é Ana I. Barreda, figlia del....presidente della Federazione. Gli albergues a donativo che gestiscono ancora sono : camino aragones -Arrès; camino francès- Villamayor de Monjardin (parrocchiale), Viana (parrocchiale), *Najera (municipale); Santo Domingo de la Calzada (con la cofradia del santo 941343390), Grañon (parrocchiale) Patxi 941420818, Villalcazar da Sirga (municipale) Moises 680743956, Bercianos (parrocchiale) con Burgo Ranero (municipale) e Leon (Carbajalas) resp assoc Luis 987208057 www.caminosantiagoleon.es , Ponferrada (albergue associazione) resp Miguel Angel 987413381 sacponferrada@terra.es o don Miguel peregrinosflue@terra.es , Foncebadon (parrocchiale) e El Acebo (parrocchiale) resp Rafael 987404532 RKANSAS@terra.es; Via de la plata: Salamanca, (municipale), asso 652921185 calle arcediano 14.
    Invece gli albergues di tutti i cammini in Galizia dal gennaio 2008 sono stati dati in gestione per metà a società private e per l'altra metà lasciati alle "vecchie" hospitalere di prima, che possono chiedere aiuto a volontari nei mesi di piena affluenza, pero' ciascuna decide come vuole...quindi chiedere al Xacobeo di Santiago per un eventuale servizio. Per l'albergue di Corcubion Redonda sul cammino fisterrano e di Herbon (vicino a Padron) sul cammino portoghese chiedere agli Agacs (assoc amici del cammino di Galizia www.amigosdelcamino.com ).
    In tutti gli altri casi o sono privati a fine lucrativo oppure associazioni di vario tipo che si occupano di gestirli senza legami con gli Hosvol.
    Vediamoli per ogni cammino: -camino frances *Cizur menor (31190), albergue Orden de malta (da soli od in coppia), www.jacobeo.net scrivere a Carlos Mencos info@jacobeo.net; *Estella, rifugio Anfas (in gruppo), Natalia 680459798 albergue@anfas.navarra ; *Belorado, parrocchiale (in coppia), Franz Fiedler, resp assoc svizzera 0616410861 belorado@chemin-de-stjacques.ch cliccare su Belorado; Burgos (municipale- in gruppo) assoc 947460922-947268386 asociacion@caminoburgos.com; * Hospital de Orbigo (parrocchiale-da soli), don Manuel 987388444 *Astorga, siervas de maria (equipe), Juan Carlos 987616034 asociacion@caminodesantiago.com ; *Rabanal del camino, gaucelmo (gruppo), 987691901 confraternity of st James r-wardens@csj.org.uk anche per l'albergue di Miraz (gruppo) m-wardens@csj.org.uk sul cammino norte in Galizia www.csj.org.uk; - camino norte-costa * Irun, municipale, scrivere a irunsantiago@yahoo.es anche per altri albergues estivi nel paese basco; *Santander (39008), municipale, 942219747 arellanas@yahoo.es ; -Via de la plata *Fuenterroble (37768), parrocchiale, padre Blas 923151083 aviaplata@terra.es www.viadelaplata-fuenterroble.com; * Ourense, municipale, www.viaprataourense.ceo.es Alfonso Arias
    Qualche notizia riguardante altri paesi. Portogallo: albergue di sao Pedro do Rates albergue-rates@iol.pt chiaro che qualche parola di portoghese serve...
    Francia: bisogna spiccicare un po' di francese, ma anche il tedesco e l'inglese vanno bene, soprattutto sulla via del Puy: *le Puy en velay: Gite assoc lionese (equipe) www.amis-st-jacques.org Raymond, cliccare su hospitalité; Conques (12320) frati premontrés, abbaye ste foy accueil-conques@mondaye.com 0033 (0)565698512 (equipe); Moissac- Carmel: accueil.cafmoissac@wanadoo.fr Marilena (sarda di origine) 0563046221 (in coppia); Miremont-Sensacq (municipale) assoc landaise www.compostelle-landes.com 0559933833; Saint Jean Pied de Port (64220)- accueil (in equipe- turni settimanali di accoglienza, duri in periodi di grossa affluenza, francese obbligatorio perché l'equipe é composta di francesi): assoc pirenei atlantici caminopa@hotmail.com 39 rue de la citadelle; L'esprit du chemin: Huberta e Arno (bisogna parlare un poco francese o inglese) www.espritduchemin.org 0559372468; Via di Vezelay: assoc di Madame Chassain www.amis-saint-jacques-de-compostelle.asso.fr 0033 (0)5656985512- 0553353272- 0553507321; per i gites di Sorgues, la Coquille, Limoges scrivere a jacques.gautrand@free.fr ; Via di Tours-Parigi: associazione charentaise ultreiasaintes@aol.com , aquitaine www.saint-jacques-aquitaine.com 0556860619-0556084618- 0556972230 ; Via d'Arles: assoc tolosana per Revel e Baziège (municipali) www.compostelle.toulouse.free.fr, Jean-Paul o Marie-Thérèse 0687406409 compostelle.toulouse@free.fr .
    Per l'ITALIA, chiuso l'ostello di Pontremoli, per ora solo don Doriano a Monteriggioni ha bisogno di hospitalieri, 0577304214 o 3356651581.
    NB: Per il momento (inizi ottobre 2010) questo é quello che posso scrivere sul dove e come fare l'hospitalero, anche se, come sempre, potete contribuire con i vostri suggerimenti, note e variazioni, che possono servire anche agli altri....
    ciao, buon cammino, flavio

  2. #2
    Senior Member L'avatar di Romina
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    Io quest'anno mi sono innamorata dell'albergue di Salamanca. Mi piacerebbe molto fare l'hospitalera li l'anno prossimo ma mi sembra di capire che non sarà possibile o sbaglio?
    Il fatto di aver fatto tanti cammini non mi da nessuna "precedenza"???

  3. #3
    barabba
    Guest
    chiedere non costa nulla ed a salamanca ci vanno persone di tutte le nazionalità anche senza esperienza....ciao, flavio

  4. #4
    barabba
    Guest

    una visione personale del servizio di accoglienza ai pellegrini moderni

    AI BORDI DEI CAMMINI.

    Agli inizi era solo un rigagnolo: qualche appassionato, talvolta dei vagabondi, spesso dei turisti. Una élite (?), degli apripista, dei pionieri, diremmo noi...c’é sempre qualcuno che apre una via ed altri seguono poi le tracce...
    E questo rigagnolo é diventato fiume.
    *Fare l'accoglienza a Saint Jean pied de port o a Roncesvalles permette di vedere la dimensione che ha preso questo rigagnolo oggi, ma non di valutare le sue componenti e le sue motivazioni. Non abbiamo il tempo per farlo né la distanza necessari e sufficienti. Vediamo il fiume, ci siamo dentro. Il rigagnolo diventato ruscello e poi fiume e che talvolta si trasforma in una inondazione. L’accueil di st Jean PP o di Roncesvalles é come la diga che apre le sue paratoie e lascia passare il flusso (dei pellegrini).
    *Essere hospitalero, come qui a St Palais, a Cizur menor od in altri albergues, permette di vedere le diverse componenti, età, stagioni, motivazioni, variazioni di questo fiume.
    Al di là dell'aspetto “gestione dell'albergue” (pulizie, cucina, planning) la differenza é anche nel “tempo”: l'accoglienza “ad personam” e la possibilità di avere un più lungo contatto quotidiano (o più) con le componenti di questo fiume di umani. Siamo, insomma, in una posizione privilegiata “ai bordi dei cammini”, come sulle rive di un corso d'acqua e questo ci permette di farci qualche riflessione.

    LE STAGIONI DEI CAMMINI
    Se i mesi estivi restano i più frequentati, sopratutto in Spagna, la primavera e l’autunno registrano forti aumenti di frequenza, mentre l’inverno rimane una eccezione.
    Da Pasqua alla fine settembre, per una, due settimane per fare i 100 o 200 km, o per un mese o più per percorrere un più lungo cammino, ormai la stagione piena dura otto mesi e si sceglie un cammino od uno spezzone sulla base del tempo disponibile. All’epoca primordiale dei pellegrinaggi questa possibilità non esisteva, tutti dovevano partire da casa loro, ma nei nostri tempi moderni, é una scelta quasi obbligata dalla vita reale che ci condiziona tutti.

    LE ETA’ DEI CAMMINI
    Una ricerca costosa, durata anni, é stata pubblicata all’autunno 2006 e le sue conclusioni descrivono la solitudine dei seniors. Se fossero venuti sui cammini, avrebbero visto con i loro occhi questa realtà che noi conosciamo bene. Anno dopo anno, sempre più persone di una certa età percorrono i sentieri verso Compostella e non solamente…
    Voglia di mettersi alla prova, piacere di incontrare altre persone, di uscire dalla propria solitudine o disperazione, di andare fuori dalla propria routine, dappertutto in Europa, e non solamente, i seniors si mettono in marcia, tutto l’anno.
    Anche se luglio ed agosto sono in gran parte riservati ai meno di 45 anni (lavoratori, studenti, vacanzieri), sono i seniors che anno dopo anno fanno vivere i cammini, li sviluppano, li nutrono e bisogna tenerne conto per verificare le nostre scelte, per ben preparare accoglienze e albergues, e meglio equipaggiarli, là dove ce n’é bisogno...

    LO SPORT ED IL TURISMO
    L’attrazione della marcia a piedi, con o senza lo zaino, con o senza auto al seguito, alimenta questa voglia di cammini. I puri e duri vi diranno che il vero cammino é quello che si fà partendo dalla porta di casa fino a Compostella e Finisterra come nel Medioevo. Ma non siamo più a quell’epoca e bisogna tener conto delle variazioni e delle scelte differenti. Tuttalpiù, bisogna cercare di dimostrargli che é possibile ed auspicabile, anche per i più anziani, il camminare normalmente, senza pesi superflui, con il necessario nello zaino, come fanno i camminanti di lungo corso.
    Ai bordi dei cammini si osserva il va e vieni dei furgono portabagagli…Come se la gente dovesse necessariamente portarsi dietro 30 kg di più. Ma, di che cosa di più? Possiamo dirgli che trovano tutto quello che gli puo’ servire, ma hanno talmente l’abitudine a spostarsi in auto, alle vacanze normali, ai bagagli ingombranti, che non riescono a concepire “la privazione, la semplicità, lo stretto necessario” che impone il peso dello zaino sulle spalle durante le lunghe giornate di marcia.
    Ed allora, facciamo della pedagogia…si discute, si paragona, si invita...chissà se un giorno non capiscano e non vengano a fare un cammino “normale”...
    Anche nei confronti degli sportivi in cerca d’exploit, di record; i bulimici del kilométraggio, del “io, io faccio…tot Km al giorno”, del “ io, io lo faccio in...tot giorni”. Come se fosse una maratona o una competizione.
    Ai bordi dei cammini, passano anche i turisti que becchettano il cammino come degli uccelli que saltabeccano di città in città alla ricerca di cose da vedere senza mai entrare nello spirito del cammino: la fatica della marcia a piedi che diventa routine, le sensazioni che si accumulano, l’apertura necessaria agli altri camminanti come voi, la condivisione che diventa gioia di stare insieme, la solidarietà, il superamento di sé e della solitudine quotidiana, la relazione tra umani insomma, questo legame sociale che ci unisce tutti alla fine, quale che sia la nostra origine.

    SOLO OD IN GRUPPO
    In coppia o solitari, in gruppo d’amici in vacanza o soli alla ricerca di qualcosa, li vediamo passare, ognuno la sua storia. E talvolta non abbiamo voglia di ascoltare le “solite storie”. Sopratutto quelli che paiono dei professionisti della parola e del “io, io...”.
    Talvolta aspettiamo che l’altro si apra; aspettiamo e non dice niente; é troppo presto ? o troppo tardi??? Speriamo che prima della fine possano riuscirvi.
    Talvolta i gruppi organizzati numerosi (spesso ripiegati su loro stessi) ci disturbano perché alterano la vita dell’albergue, occupano tempo e spazi. Talvolta li rifiutiamo e li mandiamo a mangiare in un altro posto o li indirizziamo all’hôtel (loro sanno il perché).
    Ai bordi dei cammini, si puo’ cercare di dargli qualche suggerimento preso dalla nostra esperienza e fargli vedere che esistono anche altre maniere di farlo. Senza, per questo, metterci dei fini metafisici o extraterrestri o mistici.
    Ai bordi dei cammini dobbiamo fare in modo che “ lo spirito del cammino” entri anche nelle loro abitudini con il nostro servizio ed esempio.
    Noi dobbiamo garantire degli albergues accoglienti e puliti, delle infrastrutture funzionali, delle cure ed attenzioni alle persone, dei suggerimenti per i cammini. Che sia equipaggiata con Que..ua o Decat… o altre marche, che sia povera, a piedi od in bici, locale o straniera, pellegrina, camminante, sportiva, quello che ci interessa é che questa “ COMUNITA’ IN MARCIA” possa l’indomani riprendere il suo cammino, quale che sia, nelle migliori condizioni possibili.
    La comunita’ in marcia riscopre la sua umanità e noi, ai bordi dei cammini, noi operiamo per questo. St Palais, 28/09/07 Flavio Vandoni

  5. #5
    barabba
    Guest

    il servizio di hospitalero visto in modo "barabino"

    UN HOSPITALERO
    un hospitalero é una persona che dopo aver fatto il suo cammino, decide di dare un po' del suo tempo e delle sue energie per servire gli altri....
    un hospitalero é una persona che ha voglia di rendere agli altri quello che ha ricevuto...nel bene e nel male !!
    un hospitalero é disposto a sopportare le persone moleste, a pulire la merda, a fare da balia, a non dormire molto, a mangiare meno, a non curarsi di sé ed a curare gli altri...
    un hospitalero vive contento delle piccole gratificazioni che gli sono concesse....
    un hospitalero é felice quando si cena tutti insieme, si parla, si sta bene insieme...
    un hospitalero non giudica mai i rompiballe, ma sa apprezzare le persone gentili, educate, socievoli...e che capiscono i suoi sforzi e la sua buona volontà!!
    un hospitalero ascolta sempre, anche se da un solo orecchio...quelli che hanno sempre cose da dire o da raccontare...
    un hospitalero talvolta parla di sé, ma sempre con pudore e solo per rompere il silenzio...
    un hospitalero impara sempre con l'esperienza e migliora con gli anni come il vino buono...anche se puo' succedere che diventi aceto !!
    un hospitalero é spesso incazzato (lui sa il perché), ma basta prenderlo per il verso giusto..
    un hospitalero che continua ad essere incazzato, malgrado le cose vadano bene, é meglio che se ne torni a casa e smetta di fare l'hospitalero...
    un hospitalero non é mai troppo servizievole, senno' sembra un lacché...
    un hospitalero spinge il suo servizio fino al punto limite di mettere il sello sulle credenziali dei turisti in branco, sapendo che sono appena scesi dal pullman...
    un hospitalero non permetterà mai ad un turista di entrare nell'albergue a fotografare i pellegrini, la loro sofferenza, la loro stanchezza e le loro vesciche...
    un hospitalero non permetterà mai di entrare a vedere se i letti sono comodi...
    un hospitalero non permetterà mai ai « professionisti del cammino » di vedere se le loro « amiche » sono arrivate....riserva di caccia!!
    un hospitalero sa comprendere pene e dolori, talvolta li sa curare, spesso si cura pure lui...servendo gli altri...
    un hospitalero sa tagliare corto e decidere le priorità, senno' che hospitalero é ?????
    un hospitalero sa curare le vesciche, le tendiniti, le contratture, la dissenteria e la solitudine...
    un hospitalero non puo' ricordarsi di tutti quelli che passano di li'....ma tutti si ricorderanno di lui...nel bene e nel male !!!
    un hospitalero deve essere poliglotta e capace di parlare con le mani e con i segni tracciati su fogli improbabili di ogni tipo...
    un hospitalero é felice quando gli mandano una email con foto od una cartolina: l'inverno é lungo e duro per chi é abituato a stare in mezzo a decine di persone 7 mesi all'anno...
    un hospitalero é come una puttana: é di tutti e di nessuno...
    un hospitalero deve camminare per vedere cosa abbisognano gli altri...
    un hospitalero deve vedere le cose con gli occhi, con l'istinto e con l'esperienza..
    un hospitalero da' precedenza alle persone anziane...perché sono le nostre mamme
    un hospitalero da' precedenza ai bambini ed alle mamme...perché sono le nostre mogli ed i nostri bambini
    un hospitalero darà sempre la precedenza alle ragazze ...soprattutto se giovani e carine...perché sono le nostre figlie
    un hospitalero tratterà benissimo le signore sole...perché sono le nostre.....amiche!!!
    un hospitalero di norma non cede ai favori delle signore...a meno che non ne sia innamorato...per un giorno, un mese o per la vita...
    un hospitalero non farà propaganda religiosa perché tutti hanno i loro diritti ...
    un hospitalero offre le sue conoscenze del cammino a fin di bene, non é una enciclopedia da sfogliare...
    un hospitalero scompare dalla scena quando capisce che sta diventando un mito od una leggenda metropolitana...
    un hospitalero tratta sempre male altri hospitaleri che non fanno bene il loro servizio
    un hospitalero deve imparare con quelli più esperti e non si finisce mai di imparare!
    un hospitalero é un tipo curioso per natura e finalizzato per esperienza...
    un hospitalero sta sempre bene che sia con 0, 1, 100, 1000 pellegrini nello stesso momento
    un hospitalero é sempre, ovunque e comunque, un hospitalero.
    CIAO A TUTTI E BUON CAMMINO ! flavio

  6. #6
    domenico74
    Guest

    informazione riguardoad apertura o rilevamento albergues

    Ciao a tutti.volevo sapere se qualcuno mi puo consigliare come lavorare in un albergues oppure rilevarne uno .mi chiamo domenico ho fatto il cammino 2 anni fa e spero di tornarci presto .la mia mail e' icmalio@libero .it se qualcuno e' interessato ne sarei felicissimo .

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