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Discussione: Ermanno detto ermetismo : francigena 2008

  1. #11
    barabba
    Guest


    24° giorno venerdì 15 agosto BOLSENA – VITERBO km 33
    Ieri sera le Suore hanno preparato la colazione ed allora ne approfitto prima della partenza. Viene la Madre a salutarmi e ringraziarmi (ma sono io che ringrazio loro!) e mi metto in cammino alle 7,00. I due stranieri, dopo aver consumato la colazione, se ne sono già andati e, sottolinea ala Madre, “senza lasciare neppure una piccola offerta”.
    La giornata si presenta nuvolosa ma ottima per camminare. Dopo Porta Romana ed un breve tratto di Cassia prendo a sinistra in salita la strada asfaltata che porta al Bosco di Turona. Ad un certo punto la strada diventa sterrata. Ho un po’ di apprensione perché la guida dice che è facile smarrirsi in questo tratto. Ed in effetti è quello che succede!. Tra guadi, sbarre, cappellette, bivi, salite e discese non mi ci raccapezzo più. Vado a naso e solo dopo un lungo girovagare intercetto quello che mi sembra un basolato romano. Lo seguo e finalmente esco da quello che per me era divenuto un vero e proprio labirinto. Al termine sbuco su una strada asfaltata e la seguo fino a ritrovarmi sulla “rassicurante” Cassia. Anche se è pericolosa la seguo fino a Montefiascone e seguendo le indicazioni, sempre in salita, giungo fino alla Rocca. Da questo posto panoramico vedo giù in fondo la zona del centro sportivo verso cui devo dirigermi. Mi chiedo con rammarico se non era il caso di indicare un percorso alternativo, aggirando il paese, per coloro che proseguono per Viterbo in modo da evitare questa salitaccia fino alla Torre del Pellegrino. Approfitto allora di un bar aperto (vera rarità il giorno di ferragosto!) per mangiare qualcosa e fare scorta e dopo un po’ di riposo riprendo la marcia. Di nuovo in pianura, dopo la stazione ferroviaria ed in aperta campagna ritrovo un altro bel pezzo di basolato che va ad intersecare la vecchia Cassia. La percorro attraverso una solitaria campagna che alterna appezzamenti coltivati con rari casolari ad altri incolti a ridosso di un tratto ferroviario che a me sembra dismesso. Più volte lo sterrato passa al di sotto della ferrovia e prima di abbandonarla passa sotto un altissimo ponte ferroviario. Inizia poi una ripida salita per superare il monte Iugo dal quale si può godere di una ottima vista verso Viterbo. Proseguendo, la strada si dipana nella piana viterbese (pochi e mal messi i segnavia ai bivi (altri 2 km in più!!!) che riserva la sorpresa delle Terme di Bagnaccio. Si tratta di alcune piscine naturali di acqua calda sulfurea con accesso libero (molti bagnanti, forse per il ferragosto) dove è quasi obbligo per lo stanco pellegrino un’immersione per tonificare la circolazione. Mi limito a mettere a bagno le estremità ed a godere di un pallido sole che cerca spiragli tra le nuvole basse che preannunciano un imminente temporale. Non si vorrebbe mai lasciare un’oasi del genere ma mi devo affrettare perché ho da risolvere ancora il problema alloggio per questa notte. Tutte le opzioni di cui disponevo per il ricovero notturno a Viterbo, contattate telefonicamente, si sono rivelate infruttuose. Confido sulla possibilità di alloggi che offre una grande città. Una strada bianca e polverosa mi conduce dalle Terme alla periferia di Viterbo, presso il cimitero. Da qui salgo verso la città vecchia, tutta circondata da mura e con una serie innumerevole di porte di accesso. Vivere da giorni nello status di pellegrini fa perdere la cognizione del tempo e non avevo previsto che oggi è Ferragosto e la Viterbo che si presenta è una città deserta e con locali chiusi. Nessuno mi sa indicare una pensione o albergo aperti. Girovago a lungo tra le vie ed i vicoli caratteristici della, a dir il vero, bella città. Specialmente il vecchio quartiere Pellegrino mi conquista per la sua atmosfera medioevale. Purtroppo inizia a piovere e mi riparo sotto un porticato. Mi sovviene che da qualche parte, nello zaino, devo avere un recapito telefonico di un sacerdote della città. Lo trovo e lo chiamo. E’ Don Alfredo, parroco della Parrocchia di S. Andrea in Viterbo che non esita un attimo ad accogliermi. Appena spiove la raggiungo e il gentilissimo e disponibile Don mi affida ad una parrocchiana che mi conduce in un centro giovanile e mi mette a disposizione gratuitamente una camera (l’altra è occupata da due seminaristi stranieri) ed un bagno in comune. La Provvidenza questa volta è vestita di nero! I locali hanno bisogno di una buona pulizia ed allora mi sdebito tirandoli a nuovo. Sono convinto che è il meno che possa fare davanti a tanta generosità. Dopo la doccia ed il bucato vado alla ricerca di un locale aperto per la cena. Dopo lunga ricerca ne trovo uno e mi fiondo dentro. La serata uggiosa e la città deserta fanno sì che sia l’unico cliente. Poi, piano piano, il locale si riempie, fino ad esaurire tutti i posti. Ma dove stava tutta questa gente? O è forse l’unico locale aperto di tutta la città? Il conto finale mi fa propendere per la seconda ipotesi.
    Fuori è buio e fatti due passi mi accorgo subito di aver perso il senso dell’orientamento. La foga di trovare un locale aperto mi ha fatto dimenticare di fare memoria del tragitto alloggio-ristorante. Ad un angolo chiedo informazioni a due signore anziane. Viterbo non è una metropoli ma le indicazioni ricevute si perdono in un dedalo di viuzze e vicoli. Poi la seconda luce della giornata: “Venga che la conduco io”. La signora che mi accompagna è una romana, studiosa d’arte, trapiantata a Viterbo e, man mano che procediamo nella città, mi fa da Cicerone indicandomi i pregi dei monumenti che incontriamo e raccontandomi aneddoti sulla città. Una vera e propria visita By Night fino sulla soglia del mio ricovero notturno. Grazie di cuore Signora Francesca!
    Ora il sonno è il mio unico compagno.
    Pensierino della sera: E’ stata una giornata lunga, faticosa, piena di imprevisti, un po’ plumbea, sia nel tempo che nello Spirito. Poi è arrivata la soluzione al problema alloggio ed è stata come una luce che rischiara le tenebre. Come è facile, davanti ad un problema, cadere nel pessimismo, lasciarsi risucchiare da logiche negative e dimenticarsi che se anche tutto volge al peggio la luce della speranza è sempre accesa e sta solo a noi togliere il moggio sotto cui l’abbiamo riposta.
    Logistica:
    Cena: Ristorante da Rosanna, 16 euro
    Pernottamento: Parrocchia S. Andrea via Fontana 31 tel. 0761-347334 oppure cell. 339-8783818 Don Alfredo Cento. letto, doccia calda e possibilità di stendere il bucato. Offerta.
    Altre possibilità di alloggio non sperimentate:
    - (Montefiascone) Accoglienza Raggio di Sole Casa di accoglienza gestita da ordini religiosi Via San Francesco, n. 3 Tel. 347 5900953 offerta. Posti:90
    - (Montefiascone) Convento Cappuccini Via San Francesco, 3 - Cell. 335 354799. prezzo:10€. Posti:90. Il responsabile è Padre Gianfranco E' opportuno contattare anticipatamente il referente. (Montefiascone)
    - (Viterbo) Parrocchia di S.Barbara Gruppo Scout FSE II presso la Parrocchia Piazzale dei Buccheri, Viterbo (in periferia, prima di entrare a Viterbo) Don Sergio Tardani tel.0761-250524 - 339-3640935 offerta. Posti:35. A disposizione per gruppi con sacchi a pelo la palestra
    - (Viterbo) MONASTERO“SAN PIETRO” Via Garibaldi, 31 Tel. 0761 826066. posti:24. Prezzofferta con sacco a pelo.
    - (Viterbo) Complesso Santa Maria della Quercia Loc La Quercia, Via Fiume 112 tel. 0761-321322. prezzo: 25-40 euro. Posti: 114. A disposizione 51 bagni
    - (Viterbo) Istituto Adoratrici Sangue di Cristo Viale 4 Novembre n. 25 Tel 0761 341900. prezzo: 25 euro. Posti:35. Uso della cucina a pensione. A disposizione 25 bagni
    - (Viterbo) Italia V. Valle Cupa Tel. 0761-341156. prezzo: 20€ camera singola; 30€ camera doppia. Posti:8,Colazione inclusa
    - (Viterbo): S. GIOVANNI MAESTRE PIE VENERINE- Largo Rosa Venerini, 1 - tel. 0761.343035 camere 6, letti 8 - bagni 4
    - Attenzione, a Viterbo, ospitalità soppressa: al Monastero Clarisse S.Rosa ed al Convento Cappuccini



    25° giorno sabato 16 agosto 2008 VITERBO – CAPRANICA km 32
    Quei pochi viterbesi che sono rimasti in città per Ferragosto dormono ancora quando esco da Porta Faul e percorro la strada Freddano verso sud. Questo primo tratto dell’itinerario odierno è scavato letteralmente nel tufo e la via, a tratti, scorre tra alte pareti rossastre. Molto suggestivo!. A volte il tufo lascia spazio a vitigni e oliveti ed allora la vista si allarga verso rari casolari ed anche i resti di un insediamento etrusco. Poi, a lungo, uno sterrato corre parallelo ad una superstrada che si attraversa varie volte tramite sottopassi e conduce alla fine sulla familiare Cassia. Si è fatto tardi ed allora rinuncio alla indicazione della guida che spedisce sulla sx verso Strada Pontarello e decido di arrivare a Vetralla direttamente dalla Cassia. Questo tratto di Cassia è piuttosto stretto, tutto curve, prima in discesa e poi in salita, con un traffico notevole. Molto rischioso. Mi pento di non aver dato ascolto a Monica e Franco! A Vetralla faccio scorta in un supermercato, pranzo su una panchina dei giardini pubblici e poi riprendo la lunga tappa odierna con la ripidissima salita di via dei Cappuccini fino al Monastero delle Benedettine. Il percorso prosegue pianeggiante per strade asfaltate secondarie fino ad una zona residenziale dove inaspettatamente vengo indirizzato all’interno di un bosco. L’ampio sentiero (che serve per la manutenzione della linea elettrica e dell’acquedotto) mi mette a contatto con un bosco fatto di alberi ad alto fusto che per un’oretta riporta indietro la memoria ai fitti boschi di eucalipto galiziani. Il sentiero conduce ad attraversare per l’ennesima volta la Cassia e poi……….il paesaggio cambia radicalmente. Il sentiero si inoltra tra innumerevoli piante di nocciola, tutte uguali, infilate una dietro l’altra con precisione millimetrica. Il terreno è piatto e pulitissimo per facilitare la raccolta automatica delle nocciole. Percorrere questi grandi appezzamenti di noccioleti mi mette una certa inquietudine per la mancanza di punti di riferimento. Passo da un campo all’altro attraversando polverose strade di servizio fino al sito chiamato Le Querce di Orlando. Come il Paladino mi riposo alla loro ombra. L’arrivo di un piccolo branco di cani (da guardia….alle nocciole od ai ruderi delle due torri?) mi costringono ad una ingloriosa ritirata. Uscire dai noccioleti si rivela un’impresa. Mi viene in soccorso un benemerito gruppo speleologico della zona che ha posto a livello del terreno dei cippi colorati che, a mò di moderno Pollicino, mi permettono di uscire dall’impaccio. Poco prima di rientrare sulla Cassia ho imboccato una sterrata chiamata Strada Doganale Oriolense che, seppur molto lunga, mi ha condotto piacevolmente fino alle prime case di Capranica. Attraverso il paese fino a trovare la Chiesa. In mattinata avevo finalmente ricevuto conferma per l’ospitalità da Don Antonio Paglia, il quale aveva specificato chiaramente che si trattava di una sistemazione molto spartana. Desideravo molto conoscerlo perché è noto come uno dei Custodi della Via. Lo incontro tra una celebrazione l’altra, preso dai suoi doveri. Mi permette di sistemarmi a terra in un locale attiguo alla sacrestia, con un minuscolo bagno ed una vasca in pietra. Questo è quanto può offrire ed accetto di cuore. Il suo rammarico è che nonostante le promesse non è stato ancora reso disponibile dall’amministrazione comunale un luogo dove ospitare i numerosi pellegrini che transitano (vista la vicinanza con Roma) per cui “continuo ad ospitare in chiesa perché Capranica non può non essere accogliente!”. Ringrazio per la tenacia. Per quel che mi riguarda la vasca in pietra, che serve per tenere freschi i fiori delle chiesa, diventa una tinozza dove lavarmi a pezzi con l’acqua gelida del pozzo. Ed il freddo marmo della sacrestia, il giaciglio per questa notte. Ma quel che conta è il “calore” dell’accoglienza. Per la cena avevo fatto affidamento alla sagra paesana in corso. Quando arrivo al campo sportivo vi trovo un trecento persone in coda. Vi rinuncio e vado alla ricerca di un’altra occasione. La trovo nell’unico ristorante aperto. Le proprietarie, due ragazze greche, si fanno in quattro per l’unico ospite della serata e mi deliziano il palato con una cucina raffinata. Solo all’uscita scopro, dalle recensioni in locandina, che si tratta di un ristorante molto rinomato.
    Ritornato in sacrestia piazzo il sacco a pelo ai piedi del crocefisso. Siamo soli. Io e Lui. Almeno questa sera stiamo vicini vicini, anche fisicamente.
    Pensierino della sera: C’è una bella differenza tra andare da un luogo ad un altro e pellegrinare! Spesso mentre cammino mi ritorna alla mente la famosa preghiera di un anonimo brasiliano che recita: “ Questa notte ho fatto un sogno: ho sognato che ho camminato sulla sabbia
    accompagnato dal Signore, e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
    Ho guardato indietro ed ho visto che ad ogni giorno della mia vita apparivano due orme sulla sabbia, una mia e una del Signore. Così sono andato avanti , finchè tutti i miei giorni si esaurirono. Allora mi fermai guardando indietro, notando che in certi posti c’era solo un’orma: quei posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita , i giorni di maggior angustia, di maggior paura e di maggior dolore ! Ho domandato allora : “ Signore, tu avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con te, ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia vita ?” Ed il Signore rispose: “ Figlio mio, io ti amo, e ti dissi che sarei stato con te durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciato solo neppure per un attimo, e non ti ho lasciato: i giorni in cui tu hai visto solo un’orma sulla sabbia sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio !” e mi sovviene di pensare a come il dono della Fede trasforma una semplice azione meccanica(il camminare, un lungo trekking), in un’azione pienamente vitale(il camminare con), come a Emmaus. E mi rammarico per tutte quelle volte che ho camminato senza lasciare neppure le mie di impronte.
    Logistica:
    Cena: Ristorante I Vitigni, 22 euro
    Pernottamento:Parrocchia S. Giovanni, Loc. Fontevivola, Don Antonio Paglia tel. 0761-669053. Ospita solo pellegrini con sacco a pelo . A terra, in un locale adiacente la sacrestia e servizio igienico. No possibilità di doccia. Nessuna possibilità di stendere il bucato. Gratuito.
    Altre possibilità di alloggio non sperimentate:
    - (Vetralla) Monastero "Regina Pacis" Via del Giardino, 4 Tel 0761 481519. prezzo: 30 euro (mezza pensione), posti: 30. E' disponibile la cappella
    - A Capranica non ci sono alberghi e nessun altra possibilità di alloggio. Si deve proseguire fino a Sutri.

  2. #12
    barabba
    Guest
    26° giorno domenica 17 agosto 2008 CAPRANICA – CAMPAGNANO km 26
    Come tutte le mattine, prima di lasciare il luogo che mi ha ospitato, mi preparo la colazione con ciò che mi sono portato appresso e la consumo per darmi un poco di energia, giusto il necessario per arrivare al primo bar. Sul cellulare trovo anche la conferma da parte di Don Renzo per l’ospitalità di questa sera a Campagnano. Attraverso tutta Capranica vecchia ed esco dalla porta sud, scendendo una scalinata fino al piazzale del Frate. La prima parte di percorso si snoda su strade secondarie asfaltate e sterrate, con tratti in decisa salita, in parte scavata nel tufo, altra attraverso noccioleti, fino a giungere alle porte di Sutri dove si ritrova anche la Cassia. Salgo al paese e lo attraverso scendendo poi nella zona dove si trova il Mitreo e la Madonna del Parto con l’intenzione di visitarli. Purtroppo è tutto chiuso per restauri (che sono terminati da diversi mesi) e non è ancora stata definita una data di riapertura. Peccato!. Mi consolo con una abbondante colazione al bar di fronte ed acquisto anche qualcosa per essere autonomo durante la giornata. Alla ripartenza, percorrendo un pezzo di Cassia, posso ammirare sulla destra un anfiteatro romano ed una necropoli etrusca scavata nel tufo. Poi la strada si discosta dalla trafficata Cassia e fino a Monterosi incontro lo stesso paesaggio bucolico che precede Sutri.
    Mi concedo una pausa per il pranzo nel parco giochi del piccolo paese e alla fine, controvoglia, mi accingo ad affrontare quello che è considerato il tratto peggiore di tutta la Via: la Cassia a 4 corsie, attraverso Settevene e fino al bivio del Pavone. Uscendo dal paese sbaglio strada e mi ritrovo, senza accorgermene, sulla superstrada nello stesso senso di marcia delle automobili e senza banchina a lato strada. Percorro i 500 metri che mi separano dal prossimo svincolo quasi di corsa, addossato al guard-rail e con il cuore in gola con le auto che sfrecciano a velocità sostenuta. Mi porto sul lato sinistro della Cassia e qui va un poco meglio. A tratti la Complementare permette di camminare paralleli alla Cassia e senza l’assillo del pericolo. Quando sono costretto a scendere sulla superstrada procedo a ridosso del guard-rail o dei muri di contenimento in un tratto in cui abbondano i rifiuti gettati dalle auto in corsa. Sono 5 km veramente pericolosi e stressanti ma che non hanno alternativa praticabile. Il bivio del Pavone arriva come una liberazione. Mi riposo nell’ aiuola spartitraffico dello svincolo ed imbocco la SP 10 verso Campagnano. Dopo 2 km di rettilineo ignoro la deviazione a destra che manda nei campi e preferisco rimanere sul nastro d’asfalto che affronta dolcemente le colline di fronte. Probabilmente questa scelta mi ha fatto allungare la strada di alcuni kilometri rispetto alla campestre ma mi delizio vedendo transitare molte automobili d’epoca. Infatti questa strada conduce all’autodromo di Vallelunga dove è in corso un raduno automobilistico. La strada è assolata ed il caldo è “veramente estivo”. La scorta d’acqua finisce presto. Quando arrivo alle prime case di Campagnano sono le 16 e invece di dirigermi al Centro parrocchiale mi inoltro nel deserto pomeridiano/domenicale/estivo paese alla ricerca di un bar aperto. Al primo semaforo una scena surreale: l’unica persona presente nel raggio di un kilometro mi chiede se sono un pellegrino(non si vede?), dove è la pellegrina(perché Lui aspettava una donna, ma va bene ugualmente!), se non avevo visto più indietro le indicazioni per il Centro parrocchiale ( sì, ma avevo sete!) e mi “ordina” di seguirlo che mi avrebbe condotto all’Ostello, da Don Renzo. Mi conduce tra le deserte vie della parte nuova del paese e in cinque minuti siamo al Centro parrocchiale. Al piano terra vedo una persona in abiti da lavoro che sta facendo manutenzione ai servizi igienici. La saluto ma non ottengo risposta. L’incaricato dell’accoglienza mi porta al piano superiore, mi registra,mi sistema a terra in un’aula adibita alla catechesi, mi mostra il funzionamento dei servizi e mi dice che se ho bisogno di qualcosa Lui è di sotto. Dopo aver espletato tutte le incombenze del pellegrino scendo al piano inferiore e mi viene presentato Don Renzo: è colui che stava riparando i servizi. Non è di molte parole. La mia attenzione era stata precedentemente attratta da numerosi cartelloni appesi alle pareti che illustravano le attività di catechesi, culturali e di volontariato della parrocchia. Particolarmente interessato cerco di sollecitarlo su questi argomenti ma il tentativo non ne scardina la riservatezza.
    Avevo letto molto su questo sacerdote, amico dei pellegrini, figura carismatica e di grande generosità ma anche, secondo quanto riportato in alcuni diari di pellegrini, piuttosto scorbutico. Il caso vuole che nello zaino abbia proprio quel diario. Decido di giocare duro:”Ma lo sa, Don Renzo, che Lei è veramente scorbutico!” e gli mostro il diario. Se lo rigira a lungo tra le mani e poi….scoppia in una fragorosa risata. Le due ore successive sono state le più belle di tutto il Cammino: tanta confidenza e tanta condivisione. Quando Don Renzo lascia il Centro mi rassicura sulla cena: come è consuetudine fa parte dell’accoglienza e viene offerta dalla parrocchia. Più tardi arrivano al centro alcuni giovani facenti parte della banda musicale per le prove. Tra un pezzo e l’altro mi raccontano moltissimi aneddoti riguardanti la vita del paese e Don Renzo (che da quarant’anni ne è parroco), episodi di vita vissuta in una comunità che riconosce nel suo pastore l’amore di Dio verso tutti gli uomini. Una bella testimonianza.
    Grazie, Don Renzo.
    A sera una signora mi porta una pizza e delle patatine scusandosi perché, essendo Ferragosto, la signore che si occupa di cucinare per i pellegrini è in vacanza e…..questo è ciò che passa il convento! Non ho parole davanti a tanta attenzione e disponibilità!
    Grazie di cuore a tutti coloro che a Campagnano fanno accoglienza ai pellegrini.
    Vado a letto subito dopo. Domani sarà una giornata molto dura. E sarà l’ultima.
    Pensierino della sera: Oggi, nonostante le numerose telefonate, non sono riuscito a trovare un alloggio alla Storta per domani sera. Questo significa arrivare fino a Roma direttamente e quindi dover affrontare una tappa molto lunga per le mie possibilità. Ma non è nulla in confronto alla amarezza provata nel sentirsi chiudere in faccia tante porte che invece, credo, dovrebbero essere sempre aperte per chi chiede ospitalità povera. “Bussate e vi sarà aperto”, “Chiedete e vi sarà dato” “Ero straniero e mi avete ospitato” mi risuonano continuamente in testa questa sera dopo aver sperimentato, con gioia, in questa parrocchia, che la virtù dell’accoglienza è possibile.
    Logistica:
    Pernottamento e cena: Parrocchia di S. Giovanni, via Dante Alighieri 7, Campagnano di Roma, Don Renzo Tanturli, tel. 06-9041094 oppure cell. 3339381576. Ospita nelle aule del Centro Parrocchiale con materasso a terra, doccia calda e possibilità di stendere il bucato. Generalmente nell’ospitalità è compresa anche la cena. Gratuito.
    Altre possibilità di alloggio non sperimentate:
    - (Sutri) Monache Carmelitane di Clausura Via Garibaldi 1, tel. 0761-609082
    - (Sutri) località FONTEVIVOLA a 2km da Sutri presso:Istituto Suore Francescane Del Signore - Viale Delle Viole 2 (tel. 0761-65.91.75) le suore di Fontevivola chiedono 30 Euro per la mezza pensione. Per raggiungerle, seguendo i loro consigli, da Ronciglione non si segue la strada per Sutri, ma si prosegue dritti percorrendo la strada Cimina per 4km circa per svoltare sulla destra ad un bivio che porta dopo 1 km a destinazione (si risparmiano così alcuni km).
    - (Sutri) Casa d'Accoglienza "Oasi Di Pace" Via delle Viole Tel 0761 659175. prezzo:30€ mezza pensione. Posti:40 E' a disposizione la Cappella.
    - (Sutri) Sutrinum Tel. 0761-600468. prezzo:35€ camera singola Colazione Inclusa; 55€ camera doppia. Posti:16



    27° giorno lunedì 18 agosto 2008 CAMPAGNANO – ROMA km 39
    E’ ancora buio quando lascio l’accogliente Campagnano lungo l’impegnativa salita di via dei Cappuccini e poi in sequenza altre strade asfaltate secondarie e solitarie tra ville bunker e l’abbaiare dei cani fino al santuario della Madonna del Sorbo. L’ultimo tratto prima del santuario è piuttosto impegnativo perché devo scendere in un canalone e risalire il pendio successivo senza l’ausilio di indicazioni ma andando a “vista” del campanile. Purtroppo il santuario è inaccessibile a causa di “storici” lavori di restauro. Riprendo via del Sorbo che mi conduce in breve all’interno del Parco di Veio. Stupendo! Dall’ampio sterrato che lo attraversa si gode la vista di vasti prati tutt’intorno dove del placido bestiame sta al pascolo. Mi aspetto da un momento all’altro di scorgere le legioni romane al loro trionfale rientro a Roma. All’uscita dal parco, dopo un grande parcheggio, imbocco la prima di una lunga serie di stradine asfaltate costeggiate da abitazioni residenziali ed a tratti da campi o vigne che mi conducono, bordeggiando Formello fino a Isola Farnese ed in breve a La Storta. Sono contento di come procede questa giornata: in 5 ore circa 24 km….e Roma sta a soli 15. La voglia di arrivare mi ha messo le ali ai piedi. Faccio sosta per un panino e poi via di nuovo fino ad imboccare via Trionfale. Certo, l’avvicinamento a Roma ora risente della forte urbanizzazione ed il contrasto con i giorni precedenti è notevole, ma la consapevolezza che un Cammino è fatto anche di passaggi non esaltanti (come a volte la vita d’altronde) aiuta a superare l‘impatto.
    Certo che Via Trionfale è proprio lunga!! Sarà il desiderio di arrivare, sarà la mancanza di attrattive o la fatica accumulata in mattinata ma Monte Mario sembra proprio irraggiungibile.
    Ma come sempre a tutto c’è fine: da viale Mellini risalgo alla balconata del Parco di Monte Mario e godo della vista della città di Roma, della cupola di S. Pietro lì a destra, quasi raggiungibile al tocco. La cavalcata giù lungo i tornanti che conducono alle mura vaticane è fatta senza pensare ad altro se non che tutto sta per concludersi.
    La lunga fila dei turisti che si dipana verso S. Pietro sul vasto marciapiede non mi appartiene: la risalgo con ampie falcate e passo sicuro e giungo a Porta Angelica, di fianco al colonnato.
    Mi porto davanti alla Basilica e…la facevo più grande. Anche la piazza ed il colonnato me li ero sempre immaginati enormi, forse suggestionato dagli aggettivi che da sempre ne accompagnano il nome. Non sono particolarmente emozionato: sono solo contento di aver portato a termine un cammino che, specialmente nella fase iniziale, mi è costato fatica, sudore, rinunce, depressione….e qualche lacrima.
    Vado a fare quello per cui sono venuto fino qui da casa: entrare in S. Pietro e pregare. La cosa non è così ovvia come sembra: passo il metaldetector sotto il colonnato ma il secondo controllo “al decoro” mi impone di indossare un capo con maniche (che naturalmente era in fondo allo zaino) ed il terzo controllo all’ingresso in chiesa mi vieta di entrare con lo zaino. Sono inutili i tentativi di convincere la sicurezza e lo porto al deposito bagagli. Cosa è un pellegrino privo del suo zaino? So che non è ragionevole ma varcare la soglia di S. Pietro senza lo zaino, compagno invadente ma necessario per lunghi giorni, l’ho vissuto come il furto della mia identità pellegrina guadagnata con un milione di passi. Mi sono sentito spogliato del mio status.
    Una volta oltre la soglia, oltre la Porta, sotto il Cupolone, all’altare di S. Giuseppe, ho pregato. Poi sono uscito.
    Non sono venuto per visitare S. Pietro ma per guardarmi dentro.
    Sotto il colonnato, a destra, all’Opera Romana Pellegrinaggi, ritiro il Testimonium perché così vuole l’ultimo atto,
    Poi cala il sipario.
    Filippo viene a prendermi in macchina; questa sera approfitto dell’amicizia e dell’ospitalità della sua famiglia.
    Pensierino della sera: E’ finita, e quando una cosa che ti ha preso per così tanto tempo termina si rimane un poco spaesati. Domani non farò le stesse cose che da giorni ero abituato a fare, non ci sarà più il ritmo lento del camminare e lo spazio immenso di tempo per pensare. Da domani sarò un poco più povero dopo essere stato arricchito dall’esperienza vissuta.
    Dovrò pensare ad altri passi perché come dice Tarkowsky ….. ““L’uomo deve poter andare. Da sè stessi non si può fuggire. Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio. Portiamo con noi la casa della nostra anima, come fa una tartaruga con la sua corazza. Ovunque vada è la propria anima che sta cercando.”

  3. #13
    barabba
    Guest
    Logistica:
    Pernottamento e cena: a casa di una famiglia di amici
    Altre possibilità di alloggio non sperimentate:
    Se si desidera spezzare in due questa lunga tappa si può pernottare a La Storta (se trovate ospitalità!)
    - (La Storta) Istituto Figlie Del Sacro Cuore Via Cassia 1826 Tel 06 30890863. prezzo:20-25€ Posti: 65.
    - (La Storta) Istituto Suore Delle Poverelle Via Baccarica 5 Tel 06 30890495 offerta. Posti: 5. Uso cucina in autogestione
    - (La Storta) Parrocchia S.Cuore di Gesù e Maria Via del Cenacolo, 43 Parroco Mons. Adriano Furgoni Tel 06-30890267 oppure 06-30893136 offerta. Posti:4
    - (Roma) Novità 2009: prossima apertura nuovo Ostello gestito dai volontari della Confraternita di S. Jacopo di Compostella.
    - (Roma) Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria Via Pio VIII 28, Il Responsabile è il Dott. Scarpetta. Prezzo:62-85€ (camera doppia e mezza pensione) Tel. 06-636825. posti: 80
    - (Roma) Foyer Phat diem V. Pineta Sacchetti 45 Tel. 06- 6638826. prezzo:30€ camera singola; 50€ camera doppia. Posti:50
    - (Roma) Ist.S.Addolorata Borgo S.Spirito 41 Tel. 06-6861076. prezzo: 25€ camera singola ; 35€ camera doppia. Posti:50
    (Roma) Istituto Figlie Del Sacro Cuore Vio Pio VIII 28 Suor Giuseppina Tel 06 39375805. prezzo:43€ singola; 39€ doppia; 35€ tripla; 37€ quadrupla La colazione è compresa.. Posti: 55
    - (Roma) Istituto Madre Del Divin Pastore Via Pio VIII 16 Tel 06 39366582 prezzo:45€ singola; 70€ doppia.posti;45
    - (Roma) Istituto Madri Degli Abbandonati Viale Vaticano 88 , Tel 06 39723807. prezzo:45€ singola; 70€ doppia. Posti:33.
    - (Roma) Istituto Suore Dell'Addolorata Borgo S.Spirito 41 Tel 06 6861076 ; 40€ singola/doppia; 35€ tripla o quadrupla; 25€ per gli under 25 (sempre colazione inclusa) posti:54 La responsabile è Suor Anna Rita. (rientro serale: in inverno ore 22; in estate ore 23)
    - (Roma) Madonna Cenacolo Via Vincenzo Ambrosio 9 Referenti: Alain e Marie - Tel. 06-35401142. prezzo: 25€ camera singola; 40€ camera doppia. Colazione inclusa. Cena 12€ (primo, secondo, dessert, vino, acqua)Posti: 110. A disposizione la cappella Per i pellegrini muniti di credenziale,il pernottamento è gratuito per tre giorni, prima colazione inclusa.
    - (Roma) Ostello (tessera AIG) - Vicino al Vaticano Viale delle Olimpadi 61, Foro Italico. Prezzo:18 euro con credenziale E' compresa la colazione. Posti: 334. per pellegrini muniti di credenziale
    - (Roma) Pensione Ottaviano Hostel Di fronte a San Pietro via Ottaviano 6. prezzo:22,62 euro Sono a disposizione posti letto in camerata.


    E per concludere…….alcune considerazioni ed utili informazioni:
    Dove trovarle:
    Internet è una miniera inesauribile. Naturalmente sul sito www.pellegrinando.it potete trovare una prima infarinatura su cosa è la Francigena e l’indicazione delle guide cartacee disponibili. A questo proposito il sito www.guidafrancigena.it illustra la guida di Monica d’Atti e Franco Cinti e contiene tra l’altro una sezione di aggiornamenti in tempo reale delle varianti al percorso e delle ospitalità nuove o soppresse. Poi www.viafrancigena.eu cioè il sito dell’associazione dei Comuni sulla via Francigena con varie notizie, descrizione delle tappe, cartine 1:10000 e segnalazione dei luoghi di accoglienza (tutto però aggiornato al 2005). Di più recente si può consultare il sito www.itineraria.eu che ha organizzato e percorso nel mese di luglio 2008 il tratto Milano-Roma ricavandone i tracciati GPS e dei Road Maps (di alcune tappe) scaricabili gratuitamente. Per informazioni di carattere storico/culturale riguardanti il tratto emiliano vedere il sito www.turismo.parma.it (dove è possibile anche scaricare i Road Maps della proposta del Cammina-Cammina con mappe 1:25000 per il tratto Fidenza-Lucca), per il toscano www.terredilunigiana.com e www.francigenaintoscana.org , per il laziale www.provincia.vt.it

    Segnaletica:
    I cartelli stradali a sfondo marrone con la scritta Francigena e l’immagine del pellegrino sono quelli ufficiali. I primi sono molto diffusi nel tratto Fidenza – Lucca, molto meno in Toscana e nel Lazio e generalmente posti solo su tratti asfaltati o sterrate carrozzabili. Alcuni Comuni hanno provveduto, per il tratto di loro competenza, alla posa di segnaletica in legno anche nelle zone meno accessibili (magari chiamando la Via : Percorso Natura, Trekking della Lunigiana, Sentieri della Tuscia, ecc, ecc). Alcuni tratti sono stati segnati (con un pellegrinetto giallo ed una freccia bianca verso Roma e gialla verso Santiago) e vengono mantenuti agibili con il taglio dell’erba e dei rovi da residenti locali amanti della Francigena chiamati “I Custodi della Via” che nel silenzio e con opera volontaria suppliscono alla mancanza delle istituzioni. La situazione della segnaletica è aggravata dal fatto che ogni gruppo od associazione che negli ultimi anni ha percorso la Via ha pensato bene nell’occasione di segnare il percorso con il proprio logo. Capita sovente di trovare cartelli stradali o centraline telefoniche letteralmente ricoperte da queste indicazioni e non sempre l’abbondanza di segnali è sinonimo di certezza della direzione da prendere. Infatti, chi nel tempo si è succeduto nel segnare il percorso, lo ha fatto in base all’individuazione di un proprio itinerario che a volte si discosta da quello ufficiale (se si considera ufficiale quello individuato dall’Associazione dei Comuni Italiani sulla Via Francigena) ed è fuorviante della giusta direzione da tenere. A volte invece capita di NON trovare segnaletica nei punti cruciali. In questo caso non rimane che affidarsi al proprio senso dell’orientamento e fare un poco di pratica da Piccoli Esploratori!
    La Via Francigena ha bisogno di UNA ed UNIVOCA segnaletica su tutto il tracciato che forse non ricalcherà pedissequamente l’antico itinerario di Sigerico ma che potrà condurre con certezza ed in sicurezza il pellegrino fino alla meta. Lo scorso anno, a Monteriggioni, con enfasi e clamore mediatico, sono stati installati i primi due di 1500 cartelli che dovevano segnalare il percorso entro l’estate del 2008. Credo che la maggior parte siano ancora giacenti in qualche magazzino.

    Altimetria e Chilometraggio:
    colline nella prima parte da Fidenza a Sivizzano (mediamente+200 di dislivello in salita e -200 in discesa), salite dure sull’Appennino( +900), discese spezza gambe sul ripido versante toscano (-1400), poi su e giù nella lussureggiante e selvaggia Lunigiana (+300 -300). Segue tratto piano sul litorale tirrenico (ma se sceglievo Massa a mezzacosta era ancora +200 -200. Da Pietrasanta in poi non esistono tratti pianeggianti, è sempre un salire e discendere colline, piacevoli quando si macinano km all’ombra verso Lucca (+300 -300), decisamente peggio sulle assolate e riarse colline senesi (+300 -300) o sugli sterrati polverosi della bassa toscana (+200 -200) e poi su fino all’impegnativa salita di Radicofani (+700) che apre le porte al boscoso Lazio fino a Viterbo (+300 -300). Successivamente, a parte la salita verso Campagnano il rimanente percorso verso Roma si snoda su dislivelli minimi (+100 -100)
    Su questa Via il kilometraggio è quanto di più aleatorio esista. Avendo consultato due guide ed alcuni Road Maps, nessuno concordante con gli altri, neppure quando i percorsi indicati erano pressoché uguali, mi sono fatto l’idea che le varie anime della Francigena non riescano a mettersi d’accordo neppure alla presenza di un dato oggettivo. Poco male. Il camminante sa che macina in media 4 km/h, che la giornata inizia all’alba, che generalmente si percorrono al max 40 km e che ha a disposizione 15 ore di luce. Tanto basta. Quando avremo una sola Via sapremo con certezza quanti km avremo percorso!

    Alloggio:
    In primis un consiglio: dimenticate l’abbondanza e la tipologia degli Albergue che avete trovato sul Cammino di Santiago, eviterete imbarazzanti e rancorosi paragoni!. L’unica accoglienza tipo Santiago la potrete trovare a Radicofani nell’Ostello gestito dalla Confraternita di Perugia con lo stesso stile di quello di S. Nicolas in Spagna. Parte predominante dell’offerta di alloggio è costituita da parrocchie che sull’onda del Giubileo 2000 mettono a disposizione una minimale ospitalità costituita per lo più da un posto al suolo in un locale normalmente utilizzato per altri scopi e la presenza di servizi igienici spesso senza doccia ed acqua calda. La continuità nell’accoglienza di tali strutture è legata alla sensibilità e disponibilità del sacerdote titolare della Parrocchia ed al grado di “civiltà” dei pellegrini che vi transitano. Il clima dell’accoglienza è direttamente proporzionale alla sensibilità di chi la fa a ulteriore riprova che non sono i luoghi che fanno la differenza ma sempre e solo le persone che li rendono vivi oppure anonimi locali adibiti al riposo dello stanco pellegrino. Seguono luoghi gestiti dalle amministrazioni comunali che hanno trasformato ex scuole, palestre, circoli, in Ostelli Comunali per il pernotto, in forma molto basica (letto in camerata, servizi in comune), aperti a chiunque ne faccia richiesta (non solo pellegrini). Alcune Associazioni di volontariato Misericordie, Culturali, Pro Loco, mettono a disposizione i propri locali (ambulatori, biblioteche, sale conferenze) per una basilare accoglienza. Nei luoghi che ho citato finora è facile trovare ospitalità (a meno che non sia già stato “invaso” da un gruppo numeroso che spesso percorre brevi tratti della Via). Discorso diverso meritano i numerosi luoghi di matrice religiosa , e sono veramente tanti lungo una Via che conduce al luogo centro della cristianità (Conventi, Case di Spiritualità; Monasteri, Seminari, ecc,ecc), che fanno, o dicono di fare, accoglienza mettendo a disposizione dei posti letto per i pellegrini. All’atto pratico, salvo le eccezioni di Fornovo e Bolsena, non sono riuscito a trovare ospitalità in nessuna di queste strutture che ho contattato. Le motivazioni erano le più disparate: dalla classica “Siamo pieni di pellegrini” (ma dove provengono se di pellegrini a piedi non ne ho visto neppure uno!) a “Manca il responsabile” o “Non facciamo più ospitalità” (strano, credevo fosse una delle Opere di Misericordia Corporali!) fino ad un più chiaro ed onesto “ Ospitiamo solo pellegrinaggi organizzati” (leggi: paganti; ….ma chi ti ha detto che perché sono a piedi non pago?). A onor del vero devo riconoscere che un singolo pellegrino appiedato non rappresenta un grande business, però un’ospitalità negata, da chi è vocato a darla, pesa come un macigno sulle spalle di un cristiano cattolico praticante che fatica a trovare giustificazioni a tale comportamento.

    Visto lo stato attuale delle possibilità di alloggio è determinante chiedere disponibilità almeno il giorno precedente il vostro arrivo. L’uso del telefonino a tale scopo è quasi inevitabile (non sempre è facile mettersi in contatto, ad ogni ora, con i referenti per l’ospitalità) . Ciò va a scapito della semplicità e sobrietà con cui si affronta un pellegrinaggio ma è necessario un giusto compromesso a favore di chi si rende disponibile per un servizio e magari necessita di tempo per organizzarsi al meglio.
    Altre possibilità di alloggio non sperimentate: sono state estrapolate da guide, siti sulla Francigena, diari di pellegrini, passaparola, per cui le informazioni relative (specialmente il costo!) vanno prese con il beneficio di inventario anche in considerazione della mutevole situazione di anno in anno.

    Facendo due conti:
    Pernottamento: dove è richiesta o è indicata una cifra non ci sono equivoci: tale è. Discorso diverso quando l’accoglienza è “ad offerta”. Partendo dal presupposto che il pellegrino non è un indigente, un mendicante o peggio ancora uno scroccone, ma un viandante che chiede, accetta ciò che gli viene offerto, non ha pretese e ringrazia per ciò che ha ricevuto, ritengo in ogni caso doveroso, per dignità personale e sostegno a chi offre ospitalità, lasciare un minimo di offerta, sempre, anche per la sistemazione più spartana o quando viene indicata accoglienza “gratuita”.
    Senza avere la presunzione di voler stilare un “listino delle offerte” (ognuno si regola come meglio crede) ma solo per cercare di dare una risposta ad un quesito che ogni anno mi pongo (e che credo molti si pongano) riporto cosa significa per me “offerta” e come io mi sono regolato:
    - 5 euro per un tetto sulla testa ed un posto a terra (nella speranza che i futuri pellegrini trovino una branda o un materasso… e magari una doccia);
    - 10 euro per un materasso ed una doccia (calda o fredda che sia);
    - 15 euro per un letto con lenzuola ed una doccia;
    - 20 euro come sopra con uso cucina;
    ………….poi, ognuno faccia come coscienza gli detta.

    Cena: dove ho indicato un prezzo la intendo così composta: un primo, un secondo con contorno, un litro di minerale, un caffè.

    Spesa quotidiana: mediamente altri 10 euro per la colazione, l’acquisto di frutta e/o un panino, da consumare durante la giornata di cammino, di acqua (specialmente in Toscana si denota una carenza di fonti potabili) o di generi di conforto.

    La somma di queste tre voci mi ha portato ad una spesa media giornaliera attorno ai 35 euro, pur cercando di essere il più parco possibile. Non voglio fare i conti in tasca a nessuno ma penso a come e quanto sia fruibile la Via per coloro che per 30 giorni di Cammino debbano ipotecare un mensile!. Certamente, tra le cause del non decollo della Francigena, l’aspetto del costo non accessibile a tutti è da iscrivere tra i primi posti.

    Stato della Via:
    Sono ormai circa 15 anni che si parla di riscoperta della Francigena e di fase transitoria verso la piena fruizione del percorso. La realtà è che, da noi in Italia, la fase è “perennemente transitoria” e solo la numerosa presenza di pellegrini sul percorso può dare lo stimolo ad amministratori e politici ad accelerarne lo sviluppo. Sviluppo economico e turistico che, spero, dovrà essere sviluppo moderato, sostenibile, compatibile con i ritmi lenti del camminante. Anche perché altrimenti tutto ciò che è stato fatto di positivo fino ad ora (il recupero della Via, di tratti di basolato romano, alcuni Ostelli, ecc, ecc), andrebbe perduto. Nel frattempo a coloro che intendono percorrerla suggerisco di lasciarsi travolgere dall’avventuroso viaggio verso Roma, senza particolari patemi per l’individuazione del percorso, assicurandosi un posto letto per la notte con ragionevole anticipo, possibilmente percorrendolo in coppia vista la scarsità dei pellegrini presenti.
    …per il resto: Buon Cammino.

  4. #14
    barabba
    Guest
    28° giorno martedì 19 agosto 2008 ROMA – BRESCIA (il ritorno)
    La famiglia che mi ha ospitato è stata di una gentilezza squisita. Francesca, in mattinata mi ha accompagnato a visitare quello che per i romani è il Santuario per eccellenza: S. Maria del Divino Amore, poi pranzo ed infine stazione Termini:
    TRENO EUROSTAR ROMA - BRESCIA delle 16,35….arrivo ore 21,40
    Cinque ore per fare a ritroso 27 giorni di cammino è l’indice di quanto brusco sia il ritorno alla cosiddetta normalità. Dico normalità perché alla fine di ogni Cammino vengo sempre assalito dal dubbio su quali siano i ritmi normali per noi umani, bipedi motorizzati e ostinati nella nostra mania distruttiva più dei muli del nonno della Cisa. Poi la realtà mi cattura subito. Sono seduto accanto a due ragazzi del Gana ed ad una signora di origine colombiana. Si parla di Africa, Europa, America del Sud. Sull’altro lato del corridoio un anziano signore, italiano, finge di non ascoltare la conversazione ma manifesta i suoi sentimenti con evidenti espressioni facciali. La signora legge Hesse ed ha modi fini e garbati. I giovani ganesi sono stati a Roma all’ambasciata per ottenere i documenti dopo il ricongiungimento con le rispettive famiglie, moglie e figli. Ci mostrano con orgoglio e commozione le fotografie dei loro cari, raccontano dei loro 7 ed 11 anni a Brescia da immigrati clandestini e poi regolari, delle difficoltà dell’integrazione e del vivere quotidiano. Uno manifesta la volontà di tornare nel paese di origine perché, anche lui come molti italiani, si era impegnato per l’acquisto di una casa con mutuo a tasso variabile e ora non ce la fa più. L’altro, pur nelle stesse condizioni e con due figli piccoli, che nell’intercalare usa spesso termini come “problema”, “fatica”, “difficile”, sollecitato sul perché ha scelto di rimanere in Italia alza gli occhi e punta un dito al cielo, mette l’altra mano sul cuore e dice “Io ho Lui che mi aiuta”. Una bela lezione di fiducia in Dio sbattuta in faccia ad un popolo che ha il 95% di battezzati. La signora colombiana legge sul viso dell’anziano signore l’ennesima espressione di disappunto e rivolgendosi a me gli ricorda il passato di emigranti italiani, la storia di tante miserie e di recenti razzismi, non gli sconta nulla in fatto di epiteti dei quali il più gentile è “fascista”. Per niente turbato l’anziano signore si rimette le cuffie dell’I-pod e ritorna nel suo splendido isolamento. Quando tutto si acquieta riprendo a sfogliare per l’ennesima ed ultima volta la guida che mi ha accompagnato in questi giorni e tra le pagine vi ritrovo la poesia che Francesca mi ha regalato:






    Desiderata

    Va’ serenamente in mezzo al rumore e alla fretta e ricorda quanta pace ci puo' essere nel silenzio.

    Finche' e' possibile senza doverti arrendere conserva i buoni rapporti con tutti.
    Di' la tua verita' con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
    anche il noioso e l'ignorante, anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
    Evita le persone prepotenti e aggressive, esse sono un tormento per lo spirito.

    Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro, perche' sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te. Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
    Mantieniti interessato alla tua professione, benche' umile; e' un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo. Sii prudente nei tuoi affari, poiche' il mondo e' pieno di inganno.
    Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'e' di buono;
    molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e' piena di eroismo.

    Sii te stesso.

    Specialmente non fingere di amare.
    E non essere cinico riguardo all'amore, perche' a dispetto di ogni aridita' e disillusione esso e' perenne come l'erba.
    Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni, abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
    Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
    Ma non angosciarti con fantasie.
    Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
    Al di la' di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.

    Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
    tu hai un preciso diritto ad essere qui.
    E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.

    Percio' sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
    nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.
    Nonostante tutta la sua falsita', il duro lavoro e i sogni infranti, questo e' ancora un mondo meraviglioso.

    Sii prudente.

    Fa di tutto per essere felice.

    Max Ehrmann

    (……. per questo ho camminato. Per il dono di trent’anni di matrimonio, per la mia famiglia, per avermi lasciato,nonostante la malattia, ancora accanto, mia moglie Cristina.)

    Il treno si ferma. A Brescia si scende tutti. Le porte si richiudono ed il convoglio riparte verso Bergamo. Ognuno prosegue il proprio pellegrinare accompagnato da rabbia, delusioni, speranze, rancori, aspettative. C’è sempre una porta che si richiude alle spalle e ci invita ad andare alla ricerca di se stessi e della felicità. Così è la vita, così è il Cammino.

    Buon Camino!.

    Ardesi Ermanno
    Via Passere,6
    25020 Flero (BS)
    Tel. 030/3581523
    E-mail Ermanno57@libero.it

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